Un tribunale in Siria ha stabilito che il presidente Bashar al-Assad dovrebbe essere giustiziato con la forca, anche se non era presente durante il procedimento, secondo quanto riportato dalla televisione francese France 24. Il verdetto è stato emesso il 12 agosto 2026, in seguito a un processo che si sarebbe svolto all'inizio del mese. La sentenza arriva in mezzo alla turbolenza politica in corso in Siria, dove il governo di Assad continua ad affrontare pressioni internazionali sulle violazioni dei diritti umani e l'eredità di anni di conflitto. Il processo contro Assad è stato condotto secondo procedure di emergenza, con esperti legali che hanno osservato che il processo mancava di trasparenza e di processo.
Secondo i rapporti, la corte ha citato accuse che includono crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi durante la guerra civile siriana, iniziata nel 2011.La decisione di eseguire l'esecuzione per impiccagione è stata presa nonostante l'assenza di Assad, che è al potere dal 2000 e ha mantenuto il controllo del paese anche dopo il crollo dell'autorità del suo regime in alcune parti della nazione.La sentenza segna un raro caso in cui un capo di stato è soggetto a una decisione giudiziaria in Siria, dove la magistratura è stata a lungo sotto l'influenza del partito Baath al potere.
Gli osservatori legali hanno espresso scetticismo sulla legittimità del processo, sottolineando la mancanza di supervisione indipendente e il potenziale di pregiudizi politici. Alcuni analisti suggeriscono che la sentenza potrebbe essere simbolica piuttosto che vincolante, data la limitata capacità di applicazione dello stato siriano sulla scia delle sue sconfitte militari e la frammentazione del suo controllo territoriale. Nel frattempo, il governo libanese ha annunciato lo stesso giorno di aver abolito la pena di morte, diventando il primo paese del Medio Oriente a compiere un tale passo.
Tuttavia, l'abolizione della pena di morte in Libano non influisce direttamente sulla situazione in Siria, dove la pena di morte rimane uno strumento di repressione statale. In risposta alla sentenza, alcuni gruppi di opposizione in Siria hanno chiesto ulteriori azioni contro Assad, mentre altri hanno messo in dubbio l'efficacia di tali misure nell'attuale panorama geopolitico. Attori internazionali, tra cui le Nazioni Unite e diversi governi occidentali, hanno continuato a condannare il governo di Assad e a sostenere la sua rimozione attraverso mezzi diplomatici.
Nonostante queste pressioni, Assad è riuscito a mantenere la sua posizione attraverso alleanze con la Russia e l'Iran, che continuano a fornirgli sostegno militare e politico. Guardando avanti, le conseguenze immediate della sentenza rimangono incerte. Mentre il governo siriano non ha ancora commentato pubblicamente la decisione, le implicazioni più ampie per la regione sono probabilmente significative.
A mano a mano che la situazione si evolve, l'attenzione si sposterà verso il modo in cui tali decisioni possono essere applicate nella pratica, specialmente in un contesto caratterizzato da profonde divisioni e interventi esterni.
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