La vittoria di Abdul El-Sayed nelle primarie democratiche del Michigan ha scosso Washington, segnalando un crescente spostamento del potere politico negli Stati Uniti. Il medico di 41 anni, figlio di immigrati egiziani, ha sconfitto di poco la sua avversaria, la deputata Haley Stevens, in una gara che ha visto il potente American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) versare oltre 32 milioni di dollari negli sforzi per bloccarlo. Questo segna una delle sconfitte più significative per AIPAC, che è stata a lungo considerata una forza intoccabile nel plasmare la politica americana, in particolare tra i democratici.
Il voto si è svolto in un momento di crescente tensione per la guerra a Gaza, con candidati progressisti che si posizionano sempre più contro le politiche israeliane e l'influenza di gruppi come AIPAN. El-Sayed, che si è candidato su una piattaforma di giustizia economica e opposizione alla guerra, è emerso vittorioso dopo un conteggio ravvicinato che si è esteso fino alla mattina di mercoledì. La sua vittoria è arrivata nonostante le pesanti spese dell'AIPAC, che in precedenza aveva sostenuto Stevens e altri candidati allineati con i suoi interessi. Il risultato suggerisce che anche negli stati tradizionalmente moderati, l'influenza della lobbying pro-Israele sta iniziando a diminuire.
A New York, il candidato socialista Zohran Mamdani ha vinto la corsa al sindaco sfruttando la rabbia pubblica per le azioni dell'esercito israeliano a Gaza e criticando il ruolo dell'AIPAC nel plasmare la politica.
Per oscurare il loro coinvolgimento, l'AIPAC ha utilizzato nuovi super PAC apparentemente innocui, come Elect Chicago Women e Chicago Progressive Partnership, per incanalare denaro nelle campagne. Solo dopo che i risultati sono stati noti, il gruppo ha rivelato la sua connessione con queste organizzazioni, evidenziando le tattiche in evoluzione utilizzate per mantenere l'influenza. L'ascesa di candidati come El-Sayed e Mamdani riflette un movimento più ampio verso politiche di sinistra e un rifiuto dello status quo.
El-Sayed, pur non essendo formalmente affiliato al DSA, ha ricevuto un forte sostegno da importanti progressisti come il senatore Bernie Sanders e la rappresentante Alexandria Ocasio-Cortez. La sua campagna ha enfatizzato la riforma sanitaria, inclusa l'espansione di Medicare per coprire tutti gli americani, e ha inquadrato il suo messaggio intorno all'idea di un governo al servizio del popolo piuttosto che degli interessi aziendali. Nonostante il suo stretto margine di vittoria, solo 20.000 voti, o meno dell'1% del totale, la vittoria di El-Sayed ha già iniziato a rimodellare le aspettative per le future elezioni.
Il suo rifiuto di etichettarsi come "socialista" e di inquadrare la sua campagna come un movimento di base ha anche contribuito ad ampliare il suo appeal. Man mano che le elezioni di medio termine si avvicinano, le implicazioni della vittoria di El-Sayed continueranno a svilupparsi. Resta da vedere se questo rappresenti un cambiamento duraturo nella strategia politica o semplicemente un cambiamento temporaneo. Ma una cosa è chiara: l'influenza un tempo inattaccabile dell'AIPAC sta affrontando sfide crescenti e il panorama della politica americana sta cambiando in modi che potrebbero ridefinire l'equilibrio di potere negli anni a venire.
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