Un gruppo di professionisti medici a Trento, in Italia, ha organizzato una sit-in di protesta contro i frequenti malfunzionamenti dei sistemi software ospedalieri, che secondo loro ostacolano l'assistenza ai pazienti. Guido Quici, presidente del sindacato Cimo-Fesmed, ha criticato la tecnologia per aver portato via il tempo piuttosto che liberarlo per il trattamento medico. I problemi includono la difficoltà di accedere agli esami dei pazienti, alla visualizzazione delle terapie e alle attività di registrazione. Mjriam Sanò di Anaao Assomed Trentino ha espresso preoccupazione per i fallimenti strutturali del sistema, sottolineando che questi sistemi software sono legalmente classificati come dispositivi medici. Entrambe le unioni chiedono correzioni immediate e permanenti, sollecitando un maggiore coinvolgimento dei professionisti sanitari nelle future decisioni relative ai sistemi di informazione sanitaria.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo definisce il problema come un fallimento sistemico che colpisce l'assistenza ai pazienti a causa di software mal progettati, evidenziando le preoccupazioni per la negligenza burocratica e la mancanza di input professionale nei processi decisionali.




