Un documento ottenuto dal Washington Post rivela le tensioni tra l'amministrazione statunitense e i comandanti militari in merito alle operazioni militari contro l'Iran. L'attuale dispiegamento di truppe statunitensi in Medio Oriente è ritenuto insostenibile a medio termine e rischia di indebolire la capacità dell'America di affrontare altre minacce alla sicurezza globale, secondo gli avvertimenti emessi al segretario alla Difesa Pete Hegseth. La situazione rimane tesa dopo il termine di 60 giorni per l'attuazione di un memorandum con Teheran, lasciando irrisolta la crisi del Golfo. Il presidente Donald Trump ha mantenuto aperte tutte le opzioni, compresa la ripresa delle ostilità. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha mantenuto oltre 50.000 truppe in standby nel caso in cui la Casa Bianca avesse rinnovato gli ordini di attaccare l'Iran. Secondo fonti anonime citate dal Post, alcuni alti funzionari militari, comprese quelle delle forze statunitensi in Europa, nel Pacifico e nella Marina, si sono formalmente opposti all'ordine di Hegseth, utilizzando il termine "non accordo" per esprimere il loro disaccordo.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto equilibrato del conflitto tra l'amministrazione statunitense e la leadership militare in merito alla politica iraniana.




