Mentre le elezioni straniere ridisegnano le alleanze globali, Israele si trova a navigare in un cambiamento del panorama diplomatico, con nazioni che ricalibrano le loro posizioni verso Gerusalemme in base al cambiamento delle maree politiche. Il 14 agosto 2026, il governo colombiano, sotto il neo presidente Abelardo de la Espriella, ha fatto notizia riconoscendo la sovranità di Israele sulle alture del Golan, una mossa che segna il secondo riconoscimento dopo gli Stati Uniti. Solo tre giorni prima, la Colombia era stata un fervente critico di Israele, avendo tagliato i legami diplomatici sotto l'amministrazione di sinistra del presidente Gustavo Petro.
Durante il suo mandato, la Colombia si è opposta alle vendite militari israeliane, ha vietato le esportazioni di carbone in Israele e si è ritirata dal caso di genocidio della Corte penale internazionale che coinvolge Israele.
La sua emittente nazionale ha addirittura boicottato l'Eurovision Song Contest a causa della partecipazione di Israele, optando invece per trasmettere film palestinesi. Tuttavia, con il ritorno al potere del leader di destra Janez Janša, la Slovenia ha invertito la rotta, revocando le restrizioni sul commercio di armi e avvicinandosi a legami più stretti con Israele. Il paese ha anche annunciato piani per trasferire la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, mentre Israele si è impegnato a stabilire la sua prima ambasciata a Lubiana. Il Venezuela presenta un esempio diverso ma altrettanto rivelatore. Mentre il cambiamento nella sua posizione verso Israele non derivava da un'elezione, era il risultato di un cambiamento nella leadership e di riallineamenti geopolitici più ampi.
Sotto gli ex leader Hugo Chávez e Nicolás Maduro, il Venezuela ha mantenuto relazioni ostili con Israele, allineandosi strettamente con l'Iran. Dopo l'espulsione di Maduro e l'ascesa di un governo ad interim incline verso Washington, il Venezuela e Israele hanno iniziato a ripristinare i servizi consolari, un passo incrementale verso la normalizzazione. Questo segue gli sforzi di aiuto umanitario di Israele dopo i devastanti terremoti di giugno, dimostrando quanto rapidamente le relazioni diplomatiche possono evolversi quando una nazione si allontana dall'Iran e abbraccia legami più stretti con gli Stati Uniti.
Sotto il presidente Jair Bolsonaro, entrato in carica nel 2018, il Brasile si è avvicinato a Israele, promuovendo legami bilaterali più forti. Tuttavia, l'elezione di Luiz Inácio Lula da Silva nel 2022 ha visto il Brasile assumere una posizione più critica nei confronti di Israele. Con le prossime elezioni di ottobre, in cui Lula affronta il figlio di Bolsonaro, Flávio, la direzione futura delle relazioni brasiliano-israeliane rimane incerta. Anche l'Ungheria ha subito un notevole cambiamento. La sconfitta di Viktor Orbán da parte di Péter Magyar nel 2026 ha segnato un punto di svolta, con il risultato che l'Ungheria ha invertito il suo ritiro previsto dalla Corte penale internazionale, una decisione precedentemente sostenuta dal governo di Orbán.
Questi sviluppi evidenziano quanto rapidamente e drammaticamente le fortune diplomatiche di Israele possano cambiare, spesso riflettendo allineamenti geopolitici più ampi piuttosto che considerazioni puramente strategiche. La ragione di fondo di questi rapidi cambiamenti risiede nel crescente significato ideologico di Israele nella politica globale. Le nazioni usano i loro rapporti con Israele come mezzo per segnalare i loro valori e priorità, sia a sostegno degli interessi occidentali che allineandosi con le potenze regionali. Questa dinamica ha creato un ambiente volatile in cui le posizioni diplomatiche possono girare durante la notte, guidate da risultati elettorali, cambiamenti di leadership o cambiamenti nelle alleanze internazionali.
Mentre il mondo continua ad assistere a queste fluttuazioni, Israele rimane al centro di una complessa rete di alleanze politiche, dove ogni nuovo governo porta nuove opportunità e sfide per l'impegno. I prossimi mesi probabilmente vedranno ulteriori aggiustamenti in questi rapporti, modellati dall'evoluzione del panorama politico e dal cambiamento delle priorità globali.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore