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Comitato elettorale israeliano: i partiti vedranno la partecipazione alle urne, ma non chi ha votato
IL🏛️ PoliticaTendenza conservatrice17 gg fa

Comitato elettorale israeliano: i partiti vedranno la partecipazione alle urne, ma non chi ha votato

La Commissione Elettorale Centrale israeliana ha deciso di pubblicare i dati aggregati di affluenza per i singoli seggi elettorali più volte il giorno delle elezioni, consentendo ai partiti politici di monitorare la partecipazione complessiva degli elettori in aree specifiche. Tuttavia, le identità dei singoli elettori rimarranno riservate e ai rappresentanti dei partiti nei seggi elettorali non sarà consentito riferire quali individui specifici hanno votato. Questa decisione mantiene una restrizione precedente che impedisce ai partiti di ricevere informazioni in tempo reale sulla partecipazione degli singoli elettori. La decisione arriva dopo che il partito Likud ha contestato la decisione, sostenendo che il monitoraggio se qualcuno ha votato non viola la segretezza del voto. Il presidente della commissione giudice Noam Sohlberg ha difeso la decisione, affermando che è in linea con le leggi esistenti e sottolinea l'importanza di proteggere la privacy degli elettori.

I funzionari elettorali israeliani hanno annunciato domenica che i partiti politici avranno accesso alle cifre aggregate di affluenza al seggio elettorale durante il giorno delle elezioni, anche se le identità dei singoli elettori rimarranno confidenziali.

La decisione consente ai partiti di comprendere meglio i modelli di voto regionali e di adeguare le loro strategie di get-out-the-vote di conseguenza. Tuttavia, le informazioni non includeranno dettagli su individui specifici, impedendo alle campagne di identificare quali elettori hanno o non hanno votato. La decisione segna un cambiamento rispetto alle pratiche precedenti, in cui ai rappresentanti dei partiti era consentito trasmettere dati in tempo reale sugli elettori che arrivano ai seggi elettorali ai loro team di campagna. Ciò ha permesso alle campagne di fare riferimento incrociato a queste informazioni con i propri database, aiutandoli a individuare i sostenitori che non avevano ancora votato.

Con la nuova politica, tale comunicazione diretta dai seggi elettorali al quartier generale della campagna non è più consentita. La decisione è seguita a una contestazione del partito Likud, che aveva chiesto a Sohlberg di riconsiderare una sentenza del 4 agosto che vietava agli osservatori del partito e ai membri del comitato elettorale di condividere i dati di identificazione degli elettori con le loro campagne. Il Likud ha sostenuto che la sentenza ha interrotto le procedure elettorali di lunga data e ha cercato un'inversione o un ritardo nella sua attuazione.

Sohlberg ha respinto queste argomentazioni, sottolineando che la sentenza del 4 agosto non ha modificato le leggi elettorali esistenti, ma ha piuttosto chiarito le disposizioni già in vigore. Ha sottolineato che i precedenti presidenti del Comitato elettorale centrale avevano espresso preoccupazioni per la legalità della trasmissione di informazioni personali degli elettori alle entità politiche. Secondo Sohlberg, i partiti avrebbero dovuto anticipare la possibilità di tali restrizioni e avrebbero potuto perseguire cambiamenti legislativi per affrontarle.

In tal modo, le campagne potevano identificare i sostenitori non votati e raggiungerli direttamente. Sohlberg ha stabilito che rivelare se una persona aveva votato, insieme ad altri dettagli come l'ora o il tipo di seggio elettorale, violava i diritti alla privacy degli individui. Secondo la legge elettorale vigente, i rappresentanti dei partiti non sono autorizzati a condividere tali informazioni ottenute durante i loro compiti ufficiali nei seggi elettorali. Mentre la sentenza vieta il monitoraggio in tempo reale dell'attività degli elettori attraverso i seggi elettorali, non impedisce ai partiti di utilizzare i dati del registro elettorale pre-elettorale per contattare i cittadini.

I dati legali forniti ai partiti prima delle elezioni possono ancora essere utilizzati per scopi di sensibilizzazione. Tuttavia, qualsiasi informazione aggiuntiva raccolta all'interno dei seggi elettorali, come se una persona ha votato, non può essere integrata in questi database. Man mano che le elezioni del 27 ottobre si avvicinano, i partiti politici devono adattarsi a questi nuovi vincoli. Mentre continueranno a sfruttare i dati geografici per guidare i loro sforzi, la capacità di indirizzare individui specifici in base ai rapporti dei seggi elettorali in tempo reale è stata significativamente ridotta.

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The Jerusalem Post logoThe Jerusalem PostIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 9017 gg fa
Comitato elettorale israeliano: i partiti vedranno la partecipazione alle urne, ma non chi ha votato

La Commissione Elettorale Centrale israeliana ha deciso di pubblicare i dati aggregati di affluenza per i singoli seggi elettorali più volte il giorno delle elezioni, consentendo ai partiti politici di monitorare la partecipazione complessiva degli elettori in aree specifiche. Tuttavia, le identità dei singoli elettori rimarranno riservate e ai rappresentanti dei partiti nei seggi elettorali non sarà consentito riferire quali individui specifici hanno votato. Questa decisione mantiene una restrizione precedente che impedisce ai partiti di ricevere informazioni in tempo reale sulla partecipazione degli singoli elettori. La decisione arriva dopo che il partito Likud ha contestato la decisione, sostenendo che il monitoraggio se qualcuno ha votato non viola la segretezza del voto. Il presidente della commissione giudice Noam Sohlberg ha difeso la decisione, affermando che è in linea con le leggi esistenti e sottolinea l'importanza di proteggere la privacy degli elettori.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la decisione presa dal Comitato Elettorale Centrale in modo equilibrato, citando sia il presidente del comitato che le argomentazioni del partito Likud.

Perché fattualità (85): The article accurately reports the ruling by the Central Elections Committee regarding the publication of polling station turnout data while maintaining voter confidentiality. It provides specific details about the policy change, including the frequency of updates and the restrictions on party repre

Perché obiettività (90): The article presents the information in a neutral tone, focusing on the facts of the ruling and its implications for political parties and voters. There is no evident bias or emotional language, and the narrative remains objective throughout.

The Jerusalem Post logoThe Jerusalem PostIndipendenteConservatoreFattualità 85Obiettività 7817 gg fa
Il Partito Likud minaccia la petizione della Commissione Elettorale Centrale sull'iniziativa Fly&Vote

Il Partito Likud ha minacciato di presentare una petizione alla Commissione Elettorale Centrale e di intraprendere azioni legali contro le organizzazioni dietro l'iniziativa Fly&Vote, accusando violazioni delle leggi elettorali. L'iniziativa, volta ad aiutare i cittadini israeliani all'estero a votare alle elezioni, è accusata di fornire benefici agli elettori, influenzare le loro scelte e operare al di fuori dei quadri legali. Gli avvocati del Likud affermano che l'iniziativa raccoglie dati di identificazione e intenzione di voto degli elettori, trasporta illegalmente gli elettori il giorno delle elezioni e pubblica propaganda per influenzare i voti.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra l'iniziativa Fly&Vote come potenzialmente illegale e politicamente parziale, usando termini come "corruzione elettorale", "influenzare il modo in cui votano" e "propaganda" per suggerire un indebito vantaggio politico.

Perché fattualità (85): The article reports on Likud Party's threat to petition the Central Elections Committee regarding the Fly&Vote initiative, citing specific legal provisions and demands for documentation. It provides details from a formal warning letter and mentions the organizations involved. While no primary source

Perché obiettività (78): The article presents Likud's position as a legitimate concern but does not attempt to balance it with counterpoints or perspectives from the Fly&Vote organizers. The language suggests a critical stance toward the initiative, using terms like 'potential violations' and 'influence the electoral proces

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