Israele ha ripreso gli attacchi militari contro il sud del Libano mercoledì, intensificando le tensioni tra i negoziati di pace in corso ospitati a Roma dagli Stati Uniti. L'esercito israeliano ha citato una violazione del cessate il fuoco da parte del gruppo militante Hezbollah come giustificazione per i nuovi attacchi, segnando il primo avvertimento di evacuazione emesso in settimane. Secondo i media statali libanesi, almeno una persona è stata uccisa e altre 11 sono rimaste ferite negli attacchi. L'azione arriva mentre gli sforzi diplomatici tra Israele e Libano continuano, con entrambe le parti che mirano a de-escalare il conflitto che ha causato migliaia di vittime da marzo.
Gli attacchi sono seguiti a una serie di raid aerei israeliani e bombardamenti di artiglieria che hanno preso di mira la città di Mansouri, situata a circa nove chilometri a sud di Tiro e 10 chilometri a nord del confine israeliano. Nonostante un accordo di cessate il fuoco firmato a giugno tra Israele e Hezbollah, l'area è rimasta un punto focale di attività militare. L'esercito israeliano ha avvertito i residenti di evacuare immediatamente le loro case, citando la necessità di rispondere alle presunte violazioni della tregua da parte di Hezbollah.
Nel corso di questi negoziati, il Libano chiede il ritiro graduale di Israele dal sud, mentre Israele insiste sul disarmo di Hezbollah e sulla creazione di zone sicure. Nel mese di giugno, entrambe le parti hanno raggiunto un accordo quadro che delinea i passi verso un più ampio accordo di pace, compreso lo schieramento dell'esercito libanese in "zone pilota" designate e la graduale riduzione della presenza militare israeliana. Tuttavia, i progressi sono stati lenti, con ripetute battute d'arresto e controversie sulle tempistiche di attuazione.
L'ambasciatore Yechiel Leiter, ha attribuito l'interruzione alle presunte perdite fuorvianti da parte della delegazione libanese. Nonostante questa battuta d'arresto, i colloqui dovrebbero riprendere per un terzo e ultimo giorno. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha sottolineato l'importanza di continuare il dialogo, affermando che le discussioni mirano ad espandere il processo di zona pilota, risolvere le questioni di confine rimanenti e lavorare per un accordo globale di pace e sicurezza. Nel frattempo, Hezbollah ha espresso scetticismo sull'efficacia dei negoziati diretti, con il suo leader, Naim Qassem, che ha definito i colloqui un percorso verso "vergogna, umiliazione" e ulteriori concessioni per il Libano.
Il governo iraniano, patrono principale di Hezbollah, è stato anche impegnato in discussioni con il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ha esortato Teheran a prendere misure per ridurre le attività di Hezbollah. Queste aperture diplomatiche riflettono la complessa rete di alleanze e interessi regionali che modellano il conflitto. La situazione nel sud del Libano rimane precaria, con segnalazioni di attacchi israeliani sporadici e bombardamenti persistenti anche dopo il cessate il fuoco.
L'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite ha osservato che oltre 800.000 sfollati sono tornati nelle loro case dopo una temporanea tregua nelle ostilità, anche se più di 360.000 rimangono nei campi profughi o altrove. La città di Mansouri, che è stata presa di mira più volte, ha visto le sue autorità municipali consigliare ai residenti di evitare alcune aree vicino alla "zona di sicurezza" israeliana, evidenziando le sfide in corso per ricostruire la fiducia e la stabilità nella regione.
Il Consiglio europeo di Lussemburgo, che si è riunito a Bruxelles il 16 e 17 maggio, ha adottato una risoluzione sulla situazione in Lussemburgo, in cui si sottolinea la necessità di un coordinamento delle politiche comunitarie in materia di sicurezza e di sicurezza, nonché la necessità di un coordinamento delle politiche in materia di sicurezza e di sicurezza.
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