Le operazioni militari israeliane a Gaza si sono intensificate drammaticamente nelle ultime 24 ore, provocando la morte di almeno cinque palestinesi, secondo il ministero della salute palestinese. Gli attacchi si sono concentrati principalmente sulla parte occidentale di Gaza City, dove si sono verificati numerosi attacchi aerei e terrestri in rapida successione. Martedì mattina, sette attacchi aerei hanno colpito un'area a ovest di Gaza City in un arco di 10 minuti, uccidendo un bambino.
I residenti hanno descritto le condizioni caotiche nella città di Gaza dopo gli attacchi israeliani, che includevano rapporti di 10 esplosioni nel quartiere densamente popolato di al-Kateeba. Il giornalista palestinese Abdulrahman Ismail ha documentato la situazione attraverso i social media, notando che gli attacchi avevano come obiettivo un'area vicino a un ospedale da campo e migliaia di tende che ospitavano famiglie sfollate.
Ismail ha osservato che gli eventi in corso assomigliavano a precedenti incontri con le forze speciali israeliane, anche se la natura esatta dell'attuale operazione rimaneva incerta.
Dall'inizio del conflitto nell'ottobre 2023, il bilancio delle vittime tra i palestinesi ha superato i 73.400, secondo i dati disponibili. Le organizzazioni umanitarie sono sempre più allarmate dal peggioramento delle condizioni, in particolare con l'avvicinarsi della stagione delle piogge, che minaccia di esacerbare la crisi esistente.
Reinhilde Van de Weerdt, rappresentante dell'OMS nei territori palestinesi, ha evidenziato l'aumento delle malattie diarree legate alla scarsa disponibilità di acqua. I dati raccolti da organismi internazionali come le Nazioni Unite, l'Unione europea e la Banca mondiale indicano che circa il 90 per cento delle strutture idriche e igienico-sanitarie a Gaza sono state distrutte o gravemente danneggiate dalle azioni israeliane. Van de Weerdt ha presentato i risultati di test su 6.700 campioni di acqua prelevati durante i primi otto mesi dell'anno. I risultati hanno mostrato che i livelli di contaminazione microbiologica sono quasi triplicati, passando da meno del sei per cento a gennaio a oltre il 18 per cento ad agosto.
Questo aumento sottolinea il crescente rischio di focolai di malattie e sottolinea l'urgente necessità di migliorare le soluzioni per la gestione dell'acqua nella regione. Mentre la situazione umanitaria continua a deteriorarsi, gli operatori umanitari e i professionisti medici si trovano di fronte a immense sfide nel fornire il necessario sostegno a coloro che sono colpiti dal conflitto in corso. Ogni giorno che passa, le prospettive di risoluzione della crisi appaiono sempre più remote, lasciando innumerevoli individui vulnerabili sia ai pericoli immediati che alle conseguenze a lungo termine derivanti dalla distruzione dei servizi essenziali.
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