L'Indonesia ha chiesto l'istituzione di standard globali inclusivi di intelligenza artificiale (AI) volti a proteggere le micro, piccole e medie imprese (MSME) nei paesi in via di sviluppo.
Pambudi ha sottolineato che l'Indonesia ritiene che gli standard globali dell'IA debbano essere formulati in modo inclusivo, tenendo conto sia degli interessi dei paesi sviluppati che in via di sviluppo. Ha sostenuto che le nazioni in via di sviluppo dovrebbero svolgere un ruolo attivo nel plasmare questi standard piuttosto che essere destinatari passivi delle regole stabilite da altri. Questa prospettiva riflette preoccupazioni più ampie per garantire un accesso equo alle tecnologie emergenti senza esacerbare le disparità economiche esistenti. Durante l'incontro, l'Indonesia ha spinto per l'attuazione pratica della tabella di marcia del G20 per i pagamenti transfrontalieri, concentrandosi sull'interconnessione dei sistemi di pagamento basati su codici QR in diversi paesi.
Questo sforzo mira a ridurre i costi di transazione e alleviare le pressioni finanziarie sui lavoratori migranti e le PMI. Inoltre, l'Indonesia ha espresso crescenti preoccupazioni per le perdite crescenti causate dalla frode transfrontaliera sugli investimenti in criptovaluta, spesso associata alle reti di macellazione di maiali. Per affrontare questo problema, il paese ha sostenuto una maggiore collaborazione internazionale nell'applicazione della legge e maggiori campagne di sensibilizzazione rivolte a gruppi vulnerabili come gli anziani e le persone nuove alle piattaforme digitali. Un altro punto significativo sollevato dall'Indonesia è stato il divieto di utilizzare contenuti rubati o piratati per addestrare modelli di IA.
Tuttavia, Pambudi ha sottolineato l'importanza di mantenere il rispetto delle leggi nazionali sulla protezione dei dati per prevenire la raccolta non autorizzata di informazioni pubbliche sensibili. Queste considerazioni riflettono l'impegno dell'Indonesia a bilanciare l'innovazione con le preoccupazioni sulla privacy e la sicurezza. Il governo indonesiano sta attualmente lavorando per finalizzare la sua tabella di marcia nazionale sull'IA, che include linee guida etiche per le applicazioni dell'IA in settori critici come l'assistenza sanitaria, l'istruzione, la finanza e l'economia creativa.
L'approccio dell'Indonesia si allinea con la sua visione più ampia di raggiungere un'economia digitale globale equa e inclusiva. Sostenendo una partecipazione più equilibrata all'impostazione di standard internazionali di IA, l'Indonesia mira a dare potere ai paesi in via di sviluppo per plasmare il futuro della tecnologia piuttosto che semplicemente adattarsi alle norme imposte dall'esterno.
Questa posizione fa parte di un più ampio sforzo diplomatico per rafforzare la cooperazione regionale, compresi gli inviti rivolti ai membri dell'ASEAN e alla Corea del Sud per collaborare a iniziative volte a rafforzare le PMI. Gli sforzi per migliorare la resilienza delle PMI si estendono oltre le discussioni politiche. Istituzioni come Unibraw stanno attivamente sviluppando soluzioni digitali, incluso un sistema di certificazione halal su misura per le PMI. Tali innovazioni evidenziano il potenziale per le istituzioni locali di contribuire in modo significativo al discorso globale sull'intelligenza artificiale e l'inclusione digitale.
Mentre l'Indonesia continua a perfezionare le sue strategie, l'attenzione rimane focalizzata sul garantire che i benefici del progresso tecnologico siano distribuiti equamente, consentendo alle economie in via di sviluppo di prosperare al fianco delle loro controparti più avanzate.
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