In Giappone, nella prefettura di Nagano, scienziati come Akiko Takii stanno implementando una strategia di gestione non letale degli orsi che prevede la cattura, l'etichettatura e il rilascio degli orsi per promuovere la coesistenza. Questo approccio, iniziato nel 1995, mira a mantenere una popolazione di orsi sana evitando l'eccessivo abbattimento, che ha portato a un calo del numero. Il metodo include l'uso di cani da orso di Carelia e l'installazione di recinzioni per scoraggiare i conflitti uomo-orso. Nonostante questi sforzi, il Giappone ha visto un aumento degli incidenti legati agli orsi, con sei morti segnalate dal 1 aprile, con un aumento rispetto al record dell'anno precedente di 13 morti. Gli esperti attribuiscono questa tendenza a fattori come il cambiamento climatico che influenza la disponibilità di cibo e la popolazione rurale che porta a una gestione forestale meno efficiente. Mentre alcuni sostengono alternative umane all'abbattimento, il governo giapponese continua a dare priorità alle misure letali, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità delle attuali pratiche.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una visione equilibrata del dibattito sulla gestione degli orsi in Giappone, discutendo sia le strategie non letali che la dipendenza del governo dall'abbattimento.






