Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra, è stata condannata da un tribunale del lavoro a risarcire circa 300.000 euro a due ex collaboratori che avevano licenziato anticipatamente nel 2023. I lavoratori avevano firmato contratti per lo sviluppo di progetti legati al ruolo di europarlamentari, ma Salis li ha rescindesi senza preavviso, adducendo motivazioni come "incompatibilità ambientale e personale" e "attività insoddisfacente". Il giudice Franco Caroleo ha stabilito che Salis non ha fornito prove sufficienti per giustificare i licenziamenti, rendendo quindi illegittimi gli glioperi. La sentenza, depositata nel marzo 2024, è contestabile in appello. I politici del centro, tra cui Maurizio Gasparri e Fabio Ricampelli, hanno criticato la decisione, accusando Salis di un comportamento meschino nei confronti dei suoi ex collaboratori. Salis ha dichiarato che la decisione era necessaria per proteggere le sue risorse pubbliche e ha già presentato un appello in Parlamento, e il suo mandato è stato revocato.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta sia la sentenza della corte contro Salis che la sua risposta, incluse citazioni di politici opposti, non favorisce una parte rispetto all'altra ma fornisce prospettive equilibrate da un punto di vista legale e politico.






