Papa Francesco ha rinnovato il Consiglio per l'Economia con nuove nomine, tra cui due donne di età inferiore ai 40 anni. Il consiglio, istituito nel 2014 da Papa Francesco, funge da organo di supervisione e orientamento, responsabile del monitoraggio della gestione finanziaria e delle attività amministrative all'interno delle istituzioni vaticane, compresi i dicasteri della Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano.
Tra i nuovi cardinali figurano: Grzegorz Ryś, arcivescovo di Cracovia, dalla Polonia; Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado, dalla Serbia; Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri di origine francese; e Roberto Repole, arcivescovo di Torino.
Paolo Nusiner, nato a Bergamo nel 1963 e laureato in Economia e Commercio presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, entra a far parte del Consiglio dopo una carriera che ha riguardato l'industria, l'editoria, l'accademia e l'assistenza sanitaria. Dal giugno 2015 è stato direttore generale della Direzione per gli affari generali all'interno del Dicastero per la comunicazione. Il coordinatore del Consiglio rimane il cardinale Reinhard Marx di Monaco.
Inoltre, Leslie Jane Ferrar, amministratore fiduciario dell'Arcivescovo di Westminster (Regno Unito), e Alberto Minali, amministratore delegato di Revo Insurance, sono stati nominati membri. Monsignor Brian Edwin Ferme è stato nominato segretario del consiglio. Il cardinale Roberto Repole, che in precedenza era arcivescovo di Torino, ha ricevuto un nuovo incarico al dicastero dell'economia.
Il rinnovo del consiglio sottolinea la continua attenzione del Vaticano a mantenere la trasparenza e l'efficienza nelle sue operazioni finanziarie. Con l'inclusione di giovani professionisti e donne, il consiglio sembra evolversi verso una maggiore inclusione e modernizzazione. La presenza di individui con esperienza internazionale suggerisce una visione strategica più ampia volta ad allineare le pratiche economiche del Vaticano agli standard globali.
Nel corso della sua esistenza, il suo ruolo di guida e di regolamentazione delle questioni finanziarie rimarrà centrale per la governance interna del Vaticano.
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