Il Vaticano ha annunciato l'intenzione di costruire una centrale agrivoltaica su larga scala per un valore di circa 100 milioni di euro, secondo fonti a conoscenza del progetto. L'impianto, che combina la produzione di energia solare con l'attività agricola, dovrebbe avere una capacità compresa tra 80 e 90 megawatt, posizionandolo tra i più grandi impianti di questo tipo in Italia. In questo tipo di impianti, i pannelli solari sono montati a diversi metri sopra il suolo per consentire alle colture di crescere sotto di loro, con l'ombra che aiuta a ridurre l'evaporazione e proteggere le piante dalle condizioni climatiche estreme.
Una commissione congiunta italo-vaticana si è riunita all'inizio di questo mese per avviare il progetto sulla proprietà del Vaticano conosciuta come Santa Maria di Galeria, situata nella periferia nord-occidentale di Roma.
La Basilica di San Pietro, è il più piccolo stato sovrano del mondo. Si estende su 44 ettari e ha meno di 900 residenti. La proprietà di Santa Maria di Galeria copre circa 450 ettari e ospita strutture di trasmissione della Radio Vaticana dal 1950. La centrale elettrica è progettata per fornire elettricità alla stazione di trasmissione della Radio Vaticana e aiutare il Vaticano a raggiungere l'autosufficienza energetica completa.
A differenza delle famiglie e delle aziende italiane che installano sistemi solari, il Vaticano non sarà idoneo per gli incentivi finanziari a loro disponibili. Qualsiasi eccedenza di elettricità prodotta sarebbe messa a disposizione dell'Italia. I pannelli solari installati su strutture mobili occuperebbero circa 200 ettari, o quasi la metà della tenuta di Santa Maria di Galeria, secondo una delle fonti. Il progetto era una delle priorità del defunto Papa Francesco, il primo papa ad accettare il consenso scientifico sui cambiamenti climatici, e ha anche ricevuto il sostegno di Papa Leone XIV. L'iniziativa riflette uno sforzo più ampio del Vaticano per allineare le sue operazioni con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.
I sistemi agrivoltaici, che integrano l'agricoltura e il fotovoltaico, hanno attirato l'attenzione a livello globale per il loro potenziale per aumentare l'efficienza del suolo promuovendo al contempo l'energia rinnovabile. Questi sistemi possono fornire doppi benefici, la generazione di energia e la produzione di cibo, senza competere per l'uso del suolo. Il progetto sottolinea l'impegno del Vaticano a ridurre la sua impronta di carbonio e contribuire agli sforzi globali contro il cambiamento climatico. Mentre la strategia di implementazione esatta e le specifiche tecniche rimangono in discussione, il coinvolgimento sia delle autorità vaticane che italiane indica un approccio collaborativo per raggiungere questi obiettivi.
La posizione della centrale elettrica nella tenuta di Santa Maria di Galeria presenta sfide logistiche uniche a causa delle sue dimensioni e delle infrastrutture esistenti. Tuttavia, la vicinanza del sito a Roma e il suo significato storico offrono opportunità per integrare la tecnologia moderna in un ambiente storicamente ricco. La decisione del Vaticano di perseguire questo ambizioso progetto evidenzia il suo ruolo crescente nell'affrontare questioni contemporanee come la sicurezza energetica e la gestione ambientale.
Il successo del progetto dipenderà dal superamento degli ostacoli normativi, dall'ottenimento delle approvazioni necessarie e dall'integrazione di tecnologie avanzate con le infrastrutture esistenti. Con il sostegno sia del Vaticano che del governo italiano, la centrale agrivoltaica rappresenta un passo significativo verso l'ottenimento dell'indipendenza energetica e la promozione dello sviluppo sostenibile nella regione.
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