Il governo federale ha presentato la settimana scorsa un ampio piano di riforma della legge sulla libertà d'informazione (IFG) che, secondo numerose voci critiche, segna un grave declino della trasparenza statale; la coalizione "rosso-nero", composta dall'Unione cristiana-sociale (CSU) e dai socialdemocratici (SPD), ha deciso, nell'ambito del suo comitato di coalizione, di modificare la legge sulla libertà d'informazione (IFG) in modo da ridurre drasticamente l'accessibilità all'informazione.
Questo passo ha scatenato un'intensa discussione, sia all'interno della società tedesca che a livello internazionale, che si è concentrata soprattutto sul significato della trasparenza e del controllo democratico.
Secondo il commissario federale per la protezione dei dati e la libertà d'informazione, Louisa Specht-Riemenschneider, ciò compromette la posizione di principio dell'IFG. Essa sottolinea che la nuova regolamentazione mette in discussione le basi della libertà d'informazione e potrebbe portare all'abolizione della libertà d'informazione esistente da vent'anni.
Per Specht-Riemenschneider la riforma non è solo uno schizzo politico, ma anche una violazione delle fondamenta democratiche della Repubblica federale.
La riforma si ripercuote particolarmente sulla società civile. La nuova regolamentazione prevede che solo i cittadini tedeschi e dell'UE e, in rari casi, anche i cittadini di paesi terzi abbiano accesso ai documenti statali. Le persone giuridiche come le ONG o le organizzazioni dei media, che hanno finora svolto un ruolo importante nella verifica degli atti statali, non saranno in grado di porre domande in futuro. Inoltre, i nomi di tutti i funzionari nelle decisioni documentate saranno oscurati, il che significa che le responsabilità per le decisioni politiche non saranno più rilevabili.
Questo progetto è considerato da molti come un rischio per la corruzione e l'indipendenza delle autorità.
Le critiche non si limitano all'Ufficio federale. Il partito di sinistra e diverse associazioni dei media avvertono che la riforma minerà il controllo democratico sul governo e renderà più difficile la rivelazione degli scandali. In particolare i giornalisti investigativi, che spesso si affidano all'IFG per sostenere i loro reportage, vedono nella riforma un pericolo per la qualità del panorama mediatico.
La riforma ha anche dimensioni storiche. Mentre il governo Ampel, guidato dalla CDU/SPD, aveva già preso in considerazione dei piani per una legge sulla trasparenza per rafforzare la libertà di informazione, la coalizione nero-rosso farà esattamente l'opposto. Yannick Müller von D64 sottolinea che la riforma non si basa su esigenze pratiche, ma piuttosto su una volontà politica di limitare la trasparenza.
Le conseguenze della riforma sono ampie. Non solo per la società civile, ma anche per la libertà di stampa, il cambiamento potrebbe essere catastrofico. I giornalisti, che dipendono dall'IFG per fondare i loro reportage, saranno in futuro sottoposti a una pressione considerevole. Inoltre, il finanziamento degli interrogatori da parte del governo federale sarà gestito in modo che solo poche persone saranno in grado di ottenere le informazioni necessarie. Ciò potrebbe portare a una centralizzazione dell'informazione, che comprometterebbe di nuovo la partecipazione democratica.
Nel complesso, la riforma dimostra quanto la politica si sia orientata negli ultimi mesi verso una riduzione della trasparenza e un aumento del segreto. Sebbene la riforma non sia stata ancora definitivamente approvata, il suo potenziale come punto di partenza per una tendenza a lungo termine è evidente. Le reazioni della società civile, della stampa e dell'opposizione sono chiare: la riforma viene percepita come un passo nella direzione sbagliata, minacciando i fondamenti democratici della Repubblica federale.
Non è chiaro quale sarà il passo successivo, ma la discussione sulla trasparenza e la libertà d'informazione continuerà sicuramente ad essere un tema centrale nella politica tedesca.
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