In una recente intervista pubblicata da Kurier, Loos approfondisce il concetto di dolore mondiale e la natura paradossale della schadenfreude, riflettendo su come la vita moderna ha allontanato gli individui dalla vera felicità. Il pezzo, intitolato "Ich empfinde keine Freude mehr", cattura un tono filosofico e introspettivo, mettendo in discussione l'essenza stessa della gioia nella società contemporanea. L'intervista inizia con una metafora che confronta l'esperienza della gioia con una giostra abbandonata nel Prater, suggerendo che mentre la struttura rimane intatta, non c'è alimentazione elettrica, simboleggiando una mancanza di impegno o di stimolazione.
Loos suggerisce che la gioia è spesso trattata come una merce, qualcosa che può essere acquistata e consumata, mentre la vera gioia richiede sforzo e presenza. Loos lo contrappone alla natura fugace dell'intrattenimento, che si basa sulla convalida esterna e sulla partecipazione del pubblico. Loos descrive i suoi tentativi di coltivare la gioia attraverso piccoli rituali come fare il bagno con candele e champagne, ma questi sforzi sembrano essere insufficienti.
Il suo umorismo auto-deprecatorio sottolinea un senso di rassegnazione, come se fosse intrappolata in un ciclo di malinconia auto-inflitta. Nel discutere le barriere per sperimentare la gioia, Loos tocca l'idea di trovare il proprio posto nel mondo. Lei si chiede se questo comporta occupare uno spazio specifico o semplicemente essere presenti, suggerendo che l'atto di collocarsi fisicamente in un luogo può portare a una forma di allineamento psicologico. Tuttavia, osserva che il mondo non assegna tali spazi liberamente, implicando una più ampia disconnessione sociale dall'adempimento individuale.
Loos esplora anche il ruolo del linguaggio nel plasmare le esperienze emotive, sottolineando che il tedesco ha contribuito al lessico globale con il termine schschadenfreude. Questa parola, sostiene, riflette una prospettiva culturale unica, che trova piacere nelle disgrazie degli altri, un sentimento che altre culture potrebbero lottare per articolare. Nonostante la sua apparente disperazione, Loos suggerisce una speranza sottile.
Loos continua a sfidare le nozioni convenzionali di felicità, offrendo una riflessione profondamente personale e filosofica sulla complessità delle emozioni umane. Le sue parole risuonano con una calma intensità, catturando sia il peso del dubbio esistenziale che il debole barlume di possibilità.
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