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Gravissima preoccupazione dopo che decine di donne sono state arrestate in Afghanistan per violazioni di abbigliamento
United States🏛️ PoliticaTrascurata da destra17 gg fa

Gravissima preoccupazione dopo che decine di donne sono state arrestate in Afghanistan per violazioni di abbigliamento

Le Nazioni Unite donne hanno espresso "grave preoccupazione" per l'arresto di almeno 30 donne a Herat, in Afghanistan, per presunte violazioni dei codici di abbigliamento imposti dai talebani. Le donne sono state arrestate per non aver indossato un burka o un chador con una maschera per il viso e per aver usato profumo.

In una mossa significativa volta ad affrontare le crescenti preoccupazioni sui diritti umani in Afghanistan, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che esorta il regime talebano a porre fine alla repressione contro le donne e ad agire contro i gruppi militanti all'interno del paese.

La risoluzione estende il mandato della missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) fino al 17 giugno 2027, consentendole di continuare a sostenere la fornitura di aiuti umanitari senza discriminazioni e promuovere una governance inclusiva che coinvolga tutti i segmenti della società, in particolare le donne, le minoranze, i giovani e le persone con disabilità.

La decisione arriva in risposta ai recenti eventi nella città occidentale di Herat, dove almeno 30 donne sono state arrestate per presunta violazione del severo codice di abbigliamento dei talebani. Questi arresti hanno innescato una rara manifestazione pubblica, che è stata accolta da una dispersione violenta da parte della polizia talebana. Secondo i rapporti dell'UNAMA, le forze di sicurezza hanno usato una forza eccessiva, provocando la morte di un individuo e il ferimento di molti altri. L'incidente sottolinea la crescente tensione e la paura tra le donne afghane, che sono sempre più soggette ad arresti e detenzioni arbitrari a causa di presunte violazioni delle regole dei talebani.

Dal momento che ha preso il controllo dell'Afghanistan a seguito del caotico ritiro delle forze guidate dagli Stati Uniti nel 2021, i talebani hanno applicato una rigorosa interpretazione della legge islamica, imponendo severe restrizioni alle donne e alle ragazze. Questi includono divieti sull'istruzione superiore e molte forme di occupazione. L'impatto di queste politiche è stato profondo, con oltre 2,2 milioni di ragazze attualmente escluse dall'istruzione formale. La situazione è peggiorata con l'introduzione di nuove leggi che vietano alle donne di parlare pubblicamente o alla radio, limitando ulteriormente i loro ruoli nella società.

La risoluzione affronta anche la questione dei gruppi militanti che operano all'interno dell'Afghanistan, una questione di contenzione tra l'Afghanistan e il Pakistan. Il Pakistan sostiene che l'Afghanistan ospita militanti responsabili di attacchi all'interno dei suoi confini, mentre i talebani negano queste affermazioni. Le tensioni tra le due nazioni si sono intensificate, provocando centinaia di vittime da febbraio, quando l'Afghanistan ha reagito agli attacchi aerei pakistani. La risoluzione delle Nazioni Unite sottolinea la necessità che entrambe le parti affrontino queste preoccupazioni di sicurezza in modo collaborativo.

Tra questi sviluppi, persone come Sara Wahedi sono emerse come sostenitrici dei diritti delle donne in Afghanistan. Dopo aver assistito all'esecuzione di una donna da parte dei talebani durante la sua infanzia, Wahedi si è dedicata a sfidare le politiche oppressive rivolte alle donne. Educata in prestigiose istituzioni come la Columbia University e Oxford, ha sfruttato le sue conoscenze per sensibilizzare sull'eliminazione sistemica delle donne afghane. Attraverso iniziative come Ehtesab, una piattaforma che fornisce avvisi di sicurezza in tempo reale, ha contribuito a informare gli afghani sulle minacce in evoluzione poste dal governo dei talebani.

La risoluzione delle Nazioni Unite sottolinea l'importanza del dialogo e della cooperazione tra i talebani e la comunità internazionale. Chiede ai talebani di adempiere ai loro impegni antiterrorismo, rispettare gli obblighi internazionali dell'Afghanistan e cessare le pratiche che minano i diritti delle donne e delle ragazze. La risoluzione cerca anche di facilitare lo sviluppo economico in Afghanistan sostenendo le attività commerciali e restituendo i beni detenuti dalla Banca centrale a beneficio della popolazione afghana.

Mentre la situazione continua a svilupparsi, la comunità internazionale rimane vigile, sperando che la risoluzione provochi cambiamenti tangibili nel trattamento delle donne e nella gestione delle questioni di sicurezza in Afghanistan. I prossimi mesi probabilmente riveleranno se gli sforzi diplomatici delle Nazioni Unite possono portare a condizioni migliori per le donne afgane e a una riduzione delle tensioni regionali.

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Le fonti ufficiali su cui si basa la copertura. Leggile direttamente per aggirare il framing.

4 servizi

ABC News (US) logoABC News (US)IndipendenteCentro17 gg fa
L'ONU invita i governi talibani dell'Afghanistan a revocare la repressione contro le donne

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che esorta i governanti talibani dell'Afghanistan a revocare la loro repressione contro le donne e affrontare i gruppi militanti legati agli attacchi transfrontalieri. La risoluzione, sponsorizzata dalla Cina, enfatizza la protezione dei diritti umani, in particolare i diritti delle donne, e l'estensione della missione politica delle Nazioni Unite in Afghanistan fino al 2027.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta informazioni factuali senza un linguaggio apertamente pregiudiziale o una fonte selettiva.

The Washington Times logoThe Washington TimesVicino a un partitoCentro18 gg fa
L'ONU chiede ai governi talibani di invertire la repressione contro le donne

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che esorta i governanti talibani dell'Afghanistan a porre fine alla loro repressione contro le donne e a affrontare i gruppi militanti legati agli attacchi transfrontalieri. La risoluzione, sponsorizzata dalla Cina, enfatizza la protezione dei diritti umani, in particolare i diritti delle donne, e l'estensione della missione politica dell'ONU in Afghanistan fino al 2027.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta informazioni factuali senza un linguaggio apertamente pregiudiziale o di fonte selettiva.

Newsweek logoNewsweekIndipendenteSinistra19 gg fa
A 8 anni, ha visto il Taliban eseguire una donna — adesso è il loro 'peggior incubo'

Sara Wahedi, una donna afghana di 30 anni con una formazione all'Università di Oxford, ricorda di aver visto i Talebani eseguire una donna quando aveva 8 anni. Oggi, docente, specialista in tecnologia, ricercatrice in politiche e fondatrice di un'azienda startup, Wahedi sostiene che la repressione delle donne afghane da parte dei Talebani è una strategia deliberata per mantenere il potere, e non semplice estremismo religioso. Sottolinea che una popolazione femminile istruita rappresenta una minaccia per il regime dei Talebani.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo presenta le azioni dei Talebani come una 'strategia di sopravvivenza calcolata' e mette in risalto il valore dell'istruzione per le donne come una sfida all'autorità dei Talebani. La narrazione enfatizza l'oppressione sistemica e colloca le donne istruite come agenti di cambiamento, allineandosi con i valori progressisti. Il tono elogia

UN News logoUN NewsStatale / pubblicoSinistra22 gg fa
Gravissima preoccupazione dopo che decine di donne sono state arrestate in Afghanistan per violazioni di abbigliamento

Le Nazioni Unite donne hanno espresso "grave preoccupazione" per l'arresto di almeno 30 donne a Herat, in Afghanistan, per presunte violazioni dei codici di abbigliamento imposti dai talebani. Le donne sono state arrestate per non aver indossato un burka o un chador con una maschera per il viso e per aver usato profumo.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo usa un linguaggio forte come "grave preoccupazione", mette in evidenza lo "stigma" e il "rischio di ulteriore violenza" che affrontano le donne e incentra il problema come parte di una più ampia "lute per i diritti umani".

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