Un nuovo studio ha rivelato che la zecca asiatica a corna lunga, Haemaphysalis longicornis, ha sviluppato in modo indipendente la capacità di riprodursi in modo asessuale, noto come partenogenesi, più volte durante la sua espansione globale. Questo adattamento, secondo i ricercatori, probabilmente svolge un ruolo cruciale nella rapida diffusione della zecca in tutti i continenti e nel suo crescente impatto come vettore di malattie. I risultati, pubblicati su PNAS Nexus nell'agosto 2026, sfidano le ipotesi precedenti sull'uniformità genetica di questi artropodi invasivi.
La zecca asiatica a corna lunga è un problema di salute pubblica importante a causa della sua capacità di trasmettere diversi patogeni gravi, tra cui il virus SFTS, i batteri Rickettsia e i parassiti Theileria. I suoi morsi possono anche innescare reazioni allergiche negli esseri umani, in particolare quelli sensibili alla carne rossa. Inizialmente limitata a parti dell'Asia orientale e della Russia, la zecca si è da allora affermata in Oceania e è stata identificata per la prima volta negli Stati Uniti nel 2017.
Ryo Nakao e il suo team hanno condotto un'analisi genomica completa di entrambe le popolazioni giapponesi native e hanno introdotto popolazioni in regioni come le Figi, la Nuova Caledonia e l'Australia. Hanno impiegato tecniche avanzate che coinvolgono interi genomi mitocondriali e dati di polimorfismo di nucleotidi singoli (SNP) a livello di genoma derivati dalla tecnologia MIG-seq. Il loro set di campioni comprendeva cinque ceppi di laboratorio, due dei quali si riproducevano sessualmente mentre gli altri tre si basavano esclusivamente sulla partenogenesi. Gli alberi filogenetici iniziali basati sul DNA mitocondriale hanno suggerito due principali cladi corrispondenti a diverse strategie riproduttive.
Un clade consisteva prevalentemente di femmine partenogenetiche, che sembravano disperse a livello globale. Tuttavia, la scoperta di tre zecche maschi all'interno di questo gruppo altrimenti tutto femminile ha complicato la narrazione. Inoltre, le analisi SNP hanno indicato il flusso genico tra i cladi, implicando che la partenogenesi non è sorta una volta ma piuttosto si è evoluta indipendentemente in più occasioni. Questi risultati suggeriscono che la flessibilità evolutiva di H. longicornis gli consente di adattarsi rapidamente a diversi ambienti. La capacità di passare tra riproduzione sessuale e asessuale potrebbe fornire un vantaggio di sopravvivenza in nuovi territori in cui trovare partner potrebbe essere difficile.
Questa plasticità permetterebbe alle zecche di colonizzare nuove aree in modo più efficace, rafforzando il loro status di formidabile specie invasiva. Lo studio evidenzia anche la complessità di tracciare le specie invasive solo attraverso i marcatori genetici. Mentre l'ipotesi iniziale era che le zecche partenogenetiche rappresentassero un lignaggio distinto, la presenza di maschi all'interno di quel gruppo indica una storia evolutiva più intricata. Inoltre, lo scambio di geni osservato tra i cladi suggerisce che i confini tra le strategie riproduttive non sono rigidi, consentendo potenziali ibridazioni o riassortimenti genetici.
I ricercatori sottolineano che la comprensione dei meccanismi alla base della dispersione delle zecche è essenziale per lo sviluppo di misure di controllo efficaci. Dato il ruolo delle zecche nel trasmettere malattie, le informazioni sulla sua biologia riproduttiva potrebbero informare gli interventi mirati a frenare la sua diffusione. Lo studio sottolinea l'importanza della continua sorveglianza genomica delle specie invasive per anticipare i futuri impatti ecologici. Le implicazioni si estendono oltre l'entomologia, influenzando campi come l'epidemiologia e la biologia della conservazione.
Il monitoraggio di come questi tratti emergono e persistono in diverse popolazioni sarà fondamentale per prevedere e mitigare i loro effetti sulla salute umana e animale.
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