I gatti, che sono stati addomesticati per migliaia di anni, stanno mostrando segni di avvicinamento agli esseri umani in modi che suggeriscono che la loro addomesticamento potrebbe essere ancora in evoluzione. Le piattaforme di social media ora ospitano milioni di profili di gatti, con gatti che accompagnano frequentemente i loro proprietari negli spazi pubblici, e le indagini indicano che la maggior parte dei proprietari di animali domestici vedono i loro gatti come membri della famiglia. Questo cambiamento solleva domande su se i gatti stanno diventando più addomesticati, o se è il comportamento umano che è cambiato. L'idea che la addomesticamento potrebbe continuare anche dopo il contatto iniziale con gli esseri umani è supportata dalla ricerca su altre specie.
Il biologo Kevin Parsons e il suo team dell'Università di Glasgow hanno studiato le volpi rosse a Londra e nelle campagne circostanti. Hanno scoperto che le volpi urbane presentano tratti fisici tipicamente associati alla domesticazione, tra cui muso più corto e più ampio e cervello più piccolo. Questi cambiamenti sono legati a una minore paura degli esseri umani e una maggiore adattabilità agli ambienti urbani, dove il cibo e il riparo sono più facilmente disponibili attraverso l'attività umana.
Tra gli individui più audaci, le cerve femmine hanno dato alla luce cervi più pesanti, indicando che la volontà di interagire con gli esseri umani può conferire vantaggi riproduttivi. Questi risultati suggeriscono che la vicinanza agli esseri umani può influenzare i tratti comportamentali e persino genetici nel tempo.
A differenza dei cani, che sono stati allevati per svolgere ruoli come pastore o guardia, i gatti si sono in gran parte addomesticati scegliendo di vivere vicino agli esseri umani, attratti dall'abbondanza di prede negli insediamenti agricoli. Il successo dei gatti nell'adattarsi agli ambienti umani deriva dalla loro flessibilità comportamentale. In aree con risorse limitate, tendono a vivere una vita solitaria, difendendo i loro territori. Tuttavia, in regioni dove il cibo è abbondante, come vicino alle abitazioni umane, possono coesistere pacificamente, formando gruppi sociali stabili.
Alcuni ricercatori propongono che i gatti abbiano inizialmente sviluppato una tolleranza reciproca prima di estenderla agli esseri umani, evidenziando una graduale evoluzione nella loro capacità di interagire con le persone.
Invece di subire una trasformazione biologica fondamentale, potrebbero semplicemente rivelare le capacità che hanno sempre avuto. Gli stili di vita umani hanno anche subito cambiamenti sostanziali negli ultimi decenni, influenzando la dinamica del rapporto uomo-gatto. I tassi di fertilità sono diminuiti a livello globale, con le donne che danno alla luce circa due bambini invece di quasi cinque. Man mano che le persone ritardano la genitorialità, vivono da sole per periodi più lunghi e si affidano maggiormente alla compagnia, gli animali domestici come i gatti hanno assunto nuovi ruoli nel soddisfare i bisogni emotivi e sociali una volta soddisfatti dalle strutture familiari estese.
Questi cambiamenti nelle norme sociali hanno modificato non solo la composizione familiare, ma anche le aspettative poste sugli animali domestici. Con l'evoluzione dei bisogni umani, lo stesso vale per il modo in cui interagiamo e percepiamo i nostri compagni animali. Se i gatti stanno davvero diventando più addomesticati o se è il nostro cambiamento di rapporto con loro che sta guidando questa percezione rimane aperto all'interpretazione. Ciò che è chiaro è che entrambe le specie stanno navigando in un processo continuo di adattamento reciproco.
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