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Frattura della spirale contraccettiva: il produttore deve pagare un risarcimento per il dolore
Germany🏛️ PoliticaProgressista20 h fa

Frattura della spirale contraccettiva: il produttore deve pagare un risarcimento per il dolore

Una donna ha citato con successo il produttore di un IUD di rame difettoso, che si era rotto all'interno del suo utero e le aveva causato notevole sofferenza. L'Oberlandesgericht di Dresda ha statuito a suo favore, ordinando alla società spagnola Eurogine di pagare € 5.000 in danni, insieme a spese legali e legali. Il caso riguardava un lotto di prodotti difettosi con la designazione tecnica "Multiload T-Safe CU 380A QL / Ancora 375" (numero di lotto 0216). La donna ha riferito che mancavano i bracci laterali del dispositivo dopo la rimozione, portando a preoccupazioni per la salute e incertezza sulla fertilità futura. Il suo avvocato rappresenta altre donne colpite da difetti simili, suggerendo centinaia o migliaia di vittime. Il caso evidenzia problemi più ampi con i dispositivi medici e la responsabilità aziendale.

Una donna tedesca ha vinto una storica battaglia legale contro il produttore di un dispositivo intrauterino in rame difettoso (IUD), ottenendo 5.000 euro di risarcimento danni e il rimborso delle spese giudiziarie e legali dopo anni di sofferenza. L'Oberlandesgericht di Dresda ha deciso a suo favore dopo un lungo processo civile, segnando una significativa vittoria per le persone colpite da dispositivi contraccettivi difettosi. La donna, che desidera rimanere anonima, ha descritto il risultato come un sollievo dopo aver sopportato mesi di turbolenze emotive. Il caso si concentra su un IUD in rame prodotto dalla società spagnola Eurogine, in particolare il modello Multiload 21T-Safe CUA 380 QL / Ancora 375 37 con numero di lotto 0216.

Secondo l'avvocato della querelante, questa informazione è cruciale per altre donne che potrebbero voler verificare se sono state colpite dallo stesso lotto di prodotti difettosi. La donna ha inserito il DIU nel 2017 da ProFamilia Bremen, un centro di salute riproduttiva, ma ha deciso di rimuoverlo poco prima della sua data di scadenza tipica di cinque anni. Quando il suo ginecologo ha tentato di rimuovere il dispositivo, due dei suoi bracci si sono rotti e sono rimasti all'interno del suo corpo. Un braccio in seguito si è bloccato in un tampone durante il suo ciclo mestruale, mentre il secondo non è mai stato trovato.

La donna ha espresso profonda preoccupazione per i potenziali effetti a lungo termine del dispositivo intrauterino rotto sulla sua salute, comprese le paure che le parti mancanti potrebbero essere migrate in altri organi o avere un impatto sulla sua futura fertilità. Nonostante abbia cercato aiuto da più specialisti, tra cui il suo ginecologo e il team medico di ProFamilia Brema, non ha ricevuto risposte o assistenza soddisfacenti. ProFamilia non ha risposto alle richieste di taz in merito al caso. La battaglia legale della donna è iniziata dopo aver inizialmente vinto una sentenza del tribunale distrettuale locale diversi mesi prima. Tuttavia, Eurogine ha fatto appello alla decisione, costringendo la querelante a sopportare ulteriori mesi di incertezza.

Ora, avendo ottenuto un giudizio definitivo, ha espresso orgoglio per la sua resilienza personale e per il supporto che ha ricevuto da altri. Ha sottolineato che il caso ha dimostrato che le aziende farmaceutiche possono essere ritenute responsabili e che le donne meritano un'adeguata assistenza medica. Il suo avvocato, che rappresenta numerosi casi simili, stima che centinaia, se non migliaia, di donne potrebbero essere state colpite dagli IUD difettosi.

L'incidente evidenzia preoccupazioni più ampie sulla sicurezza e l'affidabilità dei dispositivi contraccettivi, in particolare quelli fabbricati all'estero. Mentre il modello specifico in questione è stato collegato a questo caso, la possibilità di problemi diffusi all'interno dello stesso lotto di produzione solleva domande sul controllo di qualità e la vigilanza normativa. L'esperienza della donna sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza e responsabilità nell'industria dei dispositivi medici, in particolare per quanto riguarda i prodotti utilizzati per la contraccezione a lungo termine. Eurogine non ha commentato pubblicamente la sentenza del tribunale o le accuse relative agli IUD difettosi.

Nel frattempo, la donna continua a difendere altre persone colpite, esortandole a perseguire i loro diritti legali e chiedere giustizia. Il suo caso serve da precedente per altri che affrontano sfide simili, offrendo la speranza che l'azione legale possa portare a risultati tangibili in casi di negligenza medica o difetti di prodotto.

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taz – die tageszeitung logotaz – die tageszeitungIndipendenteProgressistaFattualità 94Obiettività 8820 h fa
Frattura della spirale contraccettiva: il produttore deve pagare un risarcimento per il dolore

Una donna ha citato con successo il produttore di un IUD di rame difettoso, che si era rotto all'interno del suo utero e le aveva causato notevole sofferenza. L'Oberlandesgericht di Dresda ha statuito a suo favore, ordinando alla società spagnola Eurogine di pagare € 5.000 in danni, insieme a spese legali e legali. Il caso riguardava un lotto di prodotti difettosi con la designazione tecnica "Multiload T-Safe CU 380A QL / Ancora 375" (numero di lotto 0216). La donna ha riferito che mancavano i bracci laterali del dispositivo dopo la rimozione, portando a preoccupazioni per la salute e incertezza sulla fertilità futura. Il suo avvocato rappresenta altre donne colpite da difetti simili, suggerendo centinaia o migliaia di vittime. Il caso evidenzia problemi più ampi con i dispositivi medici e la responsabilità aziendale.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo descrive il caso come una vittoria per i diritti delle donne e la giustizia medica, sottolineando la lotta contro una società farmaceutica, e ritrae il produttore come un'entità potente che non è riuscita a garantire la sicurezza del prodotto, evidenziando al contempo l'impatto personale e sistemico sugli individui.

Perché fattualità (94): The article provides specific details such as the court (Oberlandesgericht Dresden), the amount of compensation (5,000 euros), the company involved (Eurogine), and the product model (Multiload 'T-Safe CU 380A QL/Ancora 375'). These align with what would be expected from a legal case involving defect

Perché obiettività (88): The article presents the woman’s perspective and quotes her directly, but also includes her emotional reaction ('ich bin wahnsinnig erleichtert') and a statement expressing pride in having challenged a pharmaceutical company. While these are direct quotes, they introduce a degree of subjectivity int

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