Furbetti delle targhe estere, stretta sui controlli: nel mirino riciclaggio ed elusione
L'articolo discute la questione dell'"esterovestizione", la pratica illegale di usare targhe straniere per eludere multe per il traffico, tasse sui veicoli e altri obblighi legali a Napoli, in Italia. Questo fenomeno, evidenziato da un'indagine parlamentare guidata dal senatore Sergio Rastrelli della Fratelli d'Italia, ha sollevato preoccupazioni per le perdite finanziarie per lo stato, tra cui la riduzione delle entrate IVA, le tasse di registrazione non pagate e i potenziali legami con la criminalità organizzata. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sotto il Ministro Matteo Salvini, ha risposto attuando controlli più rigorosi, comprese ispezioni di routine e ad alto impatto, per combattere questa forma di evasione stradale. La questione è legata a sfide più ampie nell'Italia meridionale, come le disparità nei premi assicurativi e l'uso di documenti falsi di procura per nascondere la proprietà.
Le autorità italiane hanno intensificato i controlli sui veicoli immatricolati all'estero che operano all'interno del paese, prendendo di mira le pratiche legate all'evasione fiscale, alla frode assicurativa e al potenziale riciclaggio di denaro sporco. La mossa segue una risposta del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini a un'indagine sollevata al Senato dal partito di estrema destra Fratelli d'Italia.
Secondo i dati citati nell'inchiesta del Senato, nel 2025 circolavano in Italia quasi 53.000 veicoli immatricolati all'estero, di cui più di due terzi, circa 35.000, si trovavano a Napoli. Questi veicoli includono auto di lusso, SUV e scooter, molti con targhe polacche o bulgare. La pratica di utilizzare la registrazione straniera per evitare le normative locali è diventata una preoccupazione crescente, soprattutto nelle regioni meridionali, dove le disparità nei costi assicurativi e le procedure amministrative creano opportunità di sfruttamento.
L'inchiesta ha evidenziato come gli individui possano legalmente acquisire veicoli registrati all'estero attraverso una procura fittizia, consentendo loro di operare veicoli formalmente di proprietà di altri. Questo metodo consente agli utenti di eludere multe per il traffico, evitare di pagare le tasse sui veicoli, saltare le ispezioni obbligatorie e aggirare i maggiori premi assicurativi prevalenti in alcune aree. A Napoli, ad esempio, il costo annuale di assicurazione di uno scooter può essere fino a cinque volte superiore rispetto ad altre parti del paese.
Lo stato deve affrontare sostanziali perdite di entrate derivanti dall'imposta sul valore aggiunto (IVA) derivanti dall'acquisto di veicoli, insieme alle mancate raccolte da tasse di registrazione, tasse municipali e regionali e prelievi annuali sulla proprietà.
La loro indagine ha richiesto azioni specifiche da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dell'Industria e del Ministero degli Interni per affrontare il problema all'interno delle rispettive giurisdizioni. Le autorità hanno iniziato a implementare controlli più severi sui veicoli con targhe straniere, con l'obiettivo di identificare quelli utilizzati per scopi illeciti. Le ispezioni di routine sono state integrate con operazioni ad alto impatto volte a interrompere i modelli di abuso. Le linee guida emesse dai funzionari dei trasporti sottolineano la necessità di una verifica approfondita degli obblighi assicurativi e del rispetto dei requisiti legali per l'esercizio dei veicoli.
Le misure riflettono sforzi più ampi per colmare le lacune nella legislazione che consentono l'elusione delle leggi locali. Mentre la pratica di utilizzare la registrazione straniera non è intrinsecamente illegale, il suo uso improprio solleva domande sull'applicazione e la trasparenza. I funzionari hanno riconosciuto la complessità della situazione, notando che soluzioni efficaci richiedono un'azione coordinata tra più agenzie governative e possibilmente la cooperazione internazionale data la natura transfrontaliera della questione.
L'obiettivo è quello di prevenire sia le perdite finanziarie per lo Stato che la potenziale facilitazione dell'attività criminale attraverso l'uso non controllato dei veicoli.
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