La polizia nazionale cilena (PDI) ha convocato un vertice internazionale sul crimine organizzato, incentrato sul riciclaggio di denaro e sulle tattiche in evoluzione utilizzate dai gruppi criminali. L'evento di due giorni, tenutosi il 17-18 agosto presso la School of Police Investigations all'interno della PDI, riunisce esperti provenienti da Australia, Stati Uniti, Corea del Sud, Brasile, Spagna ed Estonia. Il vertice mira a promuovere la collaborazione tra le forze dell'ordine, i pubblici ministeri, le organizzazioni internazionali e gli studiosi legali per affrontare le sfide poste dalla criminalità organizzata transnazionale.
Secondo l'ispettore prefetto Javier Valenzuela Riquelme, capo della Divisione di gestione strategica del PDI e uno degli organizzatori, il passaggio verso la finanza digitale e le criptovalute rappresenta una grande sfida a causa della loro complessa tracciabilità.
Valenzuela ha sottolineato che l'inclusione di esperti internazionali, in particolare dell'Estonia, un paese classificato a livello globale come il più avanzato digitalmente, fornirà preziose intuizioni su come la tecnologia può sia abilitare che combattere i crimini finanziari. Il vertice conterrà presentazioni di rappresentanti di più paesi e istituzioni, evidenziando diversi approcci alla lotta contro la criminalità organizzata. Valenzuela ha spiegato che le iniziative guidate dal governo dell'Estonia hanno sviluppato soluzioni tecnologiche in settori come la mobilità, l'assistenza sanitaria, la finanza, la sicurezza informatica e l'istruzione. Queste innovazioni potrebbero offrire strumenti pratici per il monitoraggio e la rottura delle attività finanziarie illegali.
Nel frattempo, i dibattiti politici continuano sulle riforme costituzionali volte a rafforzare la sicurezza nazionale. L'amministrazione del presidente Sebastian Piñera ha proposto un emendamento costituzionale per creare un nuovo stato di eccezione per la sicurezza pubblica, che concederebbe al ramo esecutivo poteri ampliati durante le crisi che coinvolgono la criminalità organizzata. I critici sostengono che questa riforma rischia di concentrare troppa autorità nella presidenza limitando al contempo la supervisione legislativa.
Alcuni legislatori, tra cui il senatore Luciano Cruz Coke, hanno espresso preoccupazione che la proposta permetta al presidente di limitare le libertà civili, monitorare le comunicazioni e sequestrare proprietà senza l'approvazione del Congresso per un massimo di 240 giorni. Gli analisti legali avvertono che i cambiamenti proposti potrebbero offuscare le linee tra le legittime misure di sicurezza e le pratiche autoritarie.
Questo quadro rispecchia gli stati di emergenza esistenti, come quelli dichiarati durante le guerre o i conflitti interni, ma li applica a situazioni che coinvolgono la criminalità organizzata piuttosto che le minacce tradizionali. Il ministro della Pubblica Sicurezza Martin Arrau ha difeso la riforma, affermando che era necessario affrontare le aree in cui i gruppi criminali operano impunemente.
Nel frattempo, la riforma costituzionale rimane una questione controversa, con richieste di maggiore trasparenza e garanzie per proteggere i principi democratici.
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