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Da Gaza a Trump, l'era della "Grande Sicurezza" è arrivata
United Kingdom🏛️ PoliticaProgressista9 gg fa

Da Gaza a Trump, l'era della "Grande Sicurezza" è arrivata

L'articolo discute la crescente influenza della "Grande Sicurezza" nella politica globale, utilizzando le politiche di Israele nei confronti di Gaza e il più ampio panorama geopolitico come casi di studio. Critica il rifiuto del primo ministro Benjamin Netanyahu del piano di pace per Gaza di Donald Trump, sostenendo che la politica israeliana è radicata in un paradigma di sicurezza che dà priorità alla forza, alla sorveglianza e al controllo rispetto alla risoluzione. L'articolo mette in evidenza Gadi Eisenkot, potenziale successore di Netanyahu, che condivide opinioni simili sulla questione palestinese. L'autore fa riferimento al libro di Ruben Andersson "Age of Security: The Rise of a Global Obsession", che esamina come i governi gestiscono le minacce attraverso un maggiore controllo piuttosto che affrontare le loro radici. Andersson usa la metafora di una pentola a pressione per descrivere questa tendenza, osservando che la "cerchia intelligente" di Israele intorno a Gaza, sebbene costosa e tecnologicamente avanzata, alla fine non è riuscita a impedire l'espansione di Hamas il 7 ottobre 2023.

Questa tendenza, caratterizzata da una crescente dipendenza dalla forza militare, dalla sorveglianza e dai meccanismi di controllo per gestire le minacce percepite, sembra plasmare le politiche non solo in Israele ma in più regioni del mondo. La decisione di Netanyahu si allinea con il sentimento prevalente tra gli elettori israeliani, che in gran parte considerano qualsiasi compromesso con i gruppi palestinesi come una potenziale debolezza. Il suo governo ha sottolineato la necessità di smantellare completamente Hamas, una posizione che risuona fortemente con l'elettorato in vista delle prossime elezioni. Tuttavia, questo approccio non rappresenta una posizione unica all'interno della politica israeliana.

Anche i potenziali successori, come Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore dell'esercito e fondatore del partito Yashar, hanno mostrato poca inclinazione a deviare in modo significativo dalla strategia attuale focalizzata sulla sicurezza. Il coinvolgimento di Eisenkot nel gabinetto di guerra di Netanyahu durante la fase iniziale del conflitto di Gaza suggerisce continuità nella direzione politica, nonostante l'alto numero di civili di quel periodo. L'ascesa di ciò che l'antropologo Ruben Andersson definisce "Big Security" è evidente in varie forme in tutto il mondo. In Israele, questo è esemplificato dalla costruzione di una sofisticata "barriera intelligente" lungo il confine con Gaza, che costa oltre un miliardo di dollari.

Progettato per offrire "sicurezza totale", il sistema include tecnologia di sorveglianza avanzata e armi automatizzate, tutte monitorate da centri di comando centralizzati. Nonostante sia stato inaugurato alla fine del 2021, la recinzione ha contribuito a una fiducia sbagliata tra gli israeliani, che si è dimostrata inadeguata quando Hamas ha lanciato il suo attacco a sorpresa il 7 ottobre 2023.

Il controllo della migrazione è un aspetto importante, ma la tendenza comprende anche un maggiore controllo e sorveglianza governativa. Gli esempi vanno dall'America centrale all'Asia, compresi i paesi colpiti dai movimenti islamisti nella regione del Sahel.

Ciò evidenzia come anche le istituzioni democratiche possano essere coinvolte nel quadro della Big Security, dando priorità al controllo sul dialogo. La traiettoria verso uno stato più sicuro è evidente anche nell'evoluzione dell'amministrazione Trump stessa. Inizialmente impreparata per le sfide della governance durante il loro primo mandato, l'amministrazione ha sfruttato le difficoltà incontrate dall'amministrazione Biden per sviluppare strategie per un potenziale ritorno al potere nel 2024. I primi indicatori includevano il dispiegamento di unità della Guardia Nazionale per ripristinare l'ordine nelle aree urbane percepite come instabili e una forte resistenza ad affrontare il cambiamento climatico come una questione urgente.

Per i sostenitori di Trump, il cambiamento climatico è stato visto come una minaccia per gli interessi nazionali, spingendo gli sforzi per ridurre al minimo le risposte federali alle preoccupazioni ambientali. Questo modello sottolinea una tendenza crescente tra alcune entità politiche a dare priorità alla sicurezza immediata e al controllo sulle soluzioni a lungo termine a problemi complessi. Mentre le implicazioni di questo cambiamento rimangono poco chiare, la continua enfasi sulla sicurezza come preoccupazione primaria suggerisce che il panorama delle relazioni internazionali sta subendo una profonda trasformazione.

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Le fonti ufficiali su cui si basa la copertura. Leggile direttamente per aggirare il framing.

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openDemocracy logoopenDemocracyIndipendenteProgressistaFattualità 85Obiettività 759 gg fa
Da Gaza a Trump, l'era della "Grande Sicurezza" è arrivata

L'articolo discute la crescente influenza della "Grande Sicurezza" nella politica globale, utilizzando le politiche di Israele nei confronti di Gaza e il più ampio panorama geopolitico come casi di studio. Critica il rifiuto del primo ministro Benjamin Netanyahu del piano di pace per Gaza di Donald Trump, sostenendo che la politica israeliana è radicata in un paradigma di sicurezza che dà priorità alla forza, alla sorveglianza e al controllo rispetto alla risoluzione. L'articolo mette in evidenza Gadi Eisenkot, potenziale successore di Netanyahu, che condivide opinioni simili sulla questione palestinese. L'autore fa riferimento al libro di Ruben Andersson "Age of Security: The Rise of a Global Obsession", che esamina come i governi gestiscono le minacce attraverso un maggiore controllo piuttosto che affrontare le loro radici. Andersson usa la metafora di una pentola a pressione per descrivere questa tendenza, osservando che la "cerchia intelligente" di Israele intorno a Gaza, sebbene costosa e tecnologicamente avanzata, alla fine non è riuscita a impedire l'espansione di Hamas il 7 ottobre 2023.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra l'ascesa della "Grande Sicurezza" come una questione sistemica guidata da tendenze autoritarie e dalla soppressione delle voci emarginate, criticando le politiche israeliane e internazionali che danno priorità al controllo sulla giustizia, in particolare in relazione al trattamento dei palestinesi e degli Stati Uniti.

Perché fattualità (85): The article accurately references Gadi Eisenkot's role in Netanyahu's war cabinet and the casualty figures from the Gaza war. It cites the book 'Age of Security' and mentions the 'smart fence' project, aligning with the primary source's context. However, it omits specific details about Eisenkot's pe

Perché obiettività (75): The article presents a critical perspective on Israeli security policies and the political landscape, but maintains a relatively neutral tone overall. It does not explicitly favor one side, though the framing emphasizes the continuation of security-focused policies even if Netanyahu leaves office, w

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