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"Forzata a lavorare 15 ore al giorno, torturata, senza salario da mesi": donna di Hyderabad bloccata in Oman
India🏛️ PoliticaProgressistaTrascurata dai conservatoriieri

"Forzata a lavorare 15 ore al giorno, torturata, senza salario da mesi": donna di Hyderabad bloccata in Oman

Una donna di Hyderabad di nome Shabnam Begum sostiene di essere stata attirata in Oman da un agente di reclutamento locale con false promesse di un lavoro da domestica. All'arrivo a Muscat il 26 marzo, afferma di essere stata costretta a lavorare fino a 15 ore al giorno, negandogli cibo e alloggio adeguati e di non ricevere alcun stipendio per quattro mesi. Secondo quanto riferito, ha subito un trattamento severo e alla fine è fuggita all'ambasciata indiana a Muscat per ottenere assistenza. L'ambasciata ha confermato di aver preso nota del caso e lo sta affrontando ai livelli appropriati.

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Costretta a lavorare 15 ore al giorno senza paga, donna di Hyderabad bloccata in Oman chiede aiuto al governo per tornare a casa

Una donna di Hyderabad di nome Shabnam Begum sostiene di essere stata sfruttata mentre lavorava come domestica in Oman. Sostiene di essere stata costretta a lavorare da 12 a 15 ore al giorno senza retribuzione, riceveva cibo e riparo inadeguati e le era stato negato l'accesso a un telefono cellulare. Dopo aver sopportato "torture insopportabili", è fuggita dal suo datore di lavoro e attualmente si trova presso l'ambasciata indiana a Muscat. La sua famiglia ha richiesto assistenza al Ministero degli Affari Esteri e al ministro degli Affari Esteri S. Jaishankar per repatriarla e ritenere responsabile l'agente responsabile.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra lo sfruttamento di Shabnam Begum come una questione sistemica che richiede l'intervento governativo, sottolineando la mancanza di protezioni del lavoro e la necessità di un'azione diplomatica.

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"Forzata a lavorare 15 ore al giorno, torturata, senza salario da mesi": donna di Hyderabad bloccata in Oman

Una donna di Hyderabad di nome Shabnam Begum sostiene di essere stata attirata in Oman da un agente di reclutamento locale con false promesse di un lavoro da domestica. All'arrivo a Muscat il 26 marzo, afferma di essere stata costretta a lavorare fino a 15 ore al giorno, negandogli cibo e alloggio adeguati e di non ricevere alcun stipendio per quattro mesi. Secondo quanto riferito, ha subito un trattamento severo e alla fine è fuggita all'ambasciata indiana a Muscat per ottenere assistenza. L'ambasciata ha confermato di aver preso nota del caso e lo sta affrontando ai livelli appropriati.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la questione attraverso la lente dei diritti del lavoro e dello sfruttamento, sottolineando la sofferenza della vittima e il ruolo di un politico locale nel difenderla.

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