I tassi di fertilità nella regione del Maghreb, che comprende il Marocco, l'Algeria e la Tunisia, stanno raggiungendo minimi storici, secondo recenti dati e analisi. Il declino è stato marcato, con tassi che sono diminuiti di oltre la metà dagli anni '70. Questa tendenza riflette cambiamenti più ampi nelle condizioni economiche, nelle norme sociali e nelle scelte personali che influenzano la pianificazione familiare in queste nazioni nordafricane. Il calo dei tassi di natalità è iniziato alla fine del XX secolo e si è accelerato fino all'inizio del XXI. Negli anni '70, il numero medio di bambini per donna nel Maghreb era significativamente superiore a quello di oggi.
Nel 2020, il tasso era diminuito notevolmente, influenzato da molteplici fattori tra cui le pressioni economiche, i livelli di istruzione e l'accesso ai servizi di salute riproduttiva. I giovani adulti stanno sempre più optando per famiglie più piccole a causa dell'alto costo della vita, delle limitate opportunità di lavoro e dei cambiamenti dei valori sociali. Le sfide economiche svolgono un ruolo centrale nel processo decisionale delle giovani coppie. Ahmed, uno studente universitario di 21 anni, ha spiegato che prevede di avere solo due figli, credendo che questo numero gli permetta di soddisfare sia i bisogni dei suoi figli che quelli dei suoi genitori.
Allo stesso modo, Bouchra Bekioua, una ventunenne che presto diventerà sposa, ha notato che molte famiglie ora considerano due bambini una scelta più realistica e gestibile. Achraf Boukhamera, 25 anni, ha sottolineato che i bassi livelli di reddito sono un importante deterrente per le famiglie più grandi, costringendo le coppie a dare priorità alla stabilità finanziaria rispetto all'espansione delle loro famiglie. Gli esperti demografici sostengono che il calo della fertilità non è guidato esclusivamente da preoccupazioni economiche. Altri fattori chiave includono matrimoni tardivi, parto ritardato e maggiore accesso alla contraccezione. Le donne nella regione stanno perseguendo un'istruzione superiore a tassi, che spesso porta a maggiori ritardi o cambiamenti nella pianificazione familiare.
Inoltre, la difficoltà di accedere al mercato del lavoro, specialmente per le donne, contribuisce alla tendenza delle famiglie più piccole. L'atteggiamento mutevole nei confronti dei ruoli e delle responsabilità familiari influenza ulteriormente le decisioni su quanti figli avere. Le implicazioni di questo cambiamento demografico si estendono oltre le scelte individuali. Il professor Hassen Kassar, specializzato in demografia e scienze sociali, ha avvertito che la Tunisia, in particolare, sta vivendo un calo della popolazione in età lavorativa mentre la proporzione di cittadini anziani continua ad aumentare.
Ha sottolineato che questo squilibrio potrebbe portare ad una maggiore dipendenza dal lavoro straniero nei prossimi decenni, poiché meno giovani saranno disponibili per riempire posti di lavoro in settori come l'agricoltura, la produzione e i servizi. La situazione non è uniforme in tutto il Maghreb. Ogni paese affronta sfide e contesti unici che modellano le sue tendenze di fertilità. In Marocco, ad esempio, l'urbanizzazione e la modernizzazione hanno contribuito a ridurre i tassi di natalità, mentre le aree rurali mantengono ancora livelli di fertilità leggermente più elevati. L'Algeria ha visto declini simili, in parte a causa dell'instabilità politica e delle difficoltà economiche nell'ultimo decennio.
La Tunisia, tuttavia, si distingue per il suo sistema sanitario relativamente avanzato e per la maggiore partecipazione femminile all'istruzione, che hanno entrambi svolto un ruolo nella riduzione dei tassi di fertilità. Gli esperti suggeriscono che gli effetti a lungo termine di questi cambiamenti demografici diventeranno più evidenti nei prossimi decenni.
Mentre il Maghreb continua a sperimentare una rapida trasformazione, l'interazione tra fattori economici, sociali e culturali rimarrà fondamentale nel plasmare i futuri modelli demografici.La sfida consiste nel bilanciare il desiderio di famiglie più piccole con la necessità di sostenere popolazioni vitali in grado di sostenere la crescita economica e lo sviluppo sociale.
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