La Corte Suprema indiana ha assolto un funzionario dell'RPF accusato di aver accettato tangenti, citando falle nell'indagine della CBI. Il caso, risalente al 2005, riguardava accuse secondo cui l'ufficiale avrebbe chiesto gratifica illegale ai subordinati. La CBI ha risposto rapidamente depositando un'FIR e creando una trappola entro poche ore, portando all'arresto di un intermediario che ha affermato di aver accettato la tangente per conto dell'ufficiale. Tuttavia, la corte ha espresso preoccupazione per la velocità delle azioni della CBI, suggerendo che l'agenzia avrebbe dovuto verificare l'autenticità della denuncia prima di procedere. La corte ha sottolineato che la responsabilità penale ai sensi della legge sulla prevenzione della corruzione richiede la prova che l'intermediario abbia agito per conto dell'imputato, osservando che il semplice ricevimento di denaro da parte di un terzo non implica automaticamente la colpevolezza.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un'analisi giuridica equilibrata della decisione della corte, concentrandosi su preoccupazioni procedurali piuttosto che su un orientamento ideologico.




