Gli ex alti funzionari militari e di sicurezza israeliani hanno criticato l'aumento della violenza da parte dei coloni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata, con alcuni che hanno etichettato le azioni come "pulizia etnica".Il generale di brigata in pensione Ephraim Sneh e il generale maggiore Eyal Ben-Reuven hanno espresso preoccupazione per la minaccia rappresentata dalla violenza dei coloni, confrontandola con le minacce provenienti dall'Iran, da Gaza e dal Libano. Durante le visite alle comunità palestinesi, i funzionari hanno osservato attacchi contro agricoltori e pastori, distruzione di proprietà e sfollazione di residenti. I residenti palestinesi hanno descritto di aver perso l'accesso a case, terreni agricoli e aree di pascolo, con alcune ferite permanenti. In villaggi come Burin e Hamamat al-Maleh, ripetuti attacchi hanno portato a partenze di massa, con i residenti che temevano per la loro sicurezza.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo definisce le azioni dei coloni israeliani come "pulizia etnica" e "terrorismo ebraico", usando un linguaggio forte che si allinea con punti di vista progressisti.





