In un'intervista con il quotidiano britannico The Telegraph, Kaupo Rosin, capo del Servizio di intelligence estera dell'Estonia (EFIS), discute la situazione attuale all'interno del Cremlino, la potenziale nuova mobilitazione in Russia, le minacce alla NATO e le sempre più aggressive campagne di sabotaggio russe in Europa. Egli osserva che mentre il presidente Vladimir Putin continua a inviare segnali che la vittoria potrebbe alla fine arrivare se la Russia continua a combattere, crede che ci siano voci crescenti che lo esortano a riconsiderare la guerra. Rosin sottolinea che Putin si trova di fronte a scelte difficili, dove qualsiasi decisione comporta rischi significativi, continuare la guerra potrebbe portare a crescenti tensioni a causa di pesanti perdite, questioni economiche e problemi interni, mentre fermare la guerra potrebbe renderlo debole. Secondo Rosin, l'insoddisfazione per la guerra sta crescendo a tutti i livelli della società, compresi i cittadini e gli oligarchi, anche se non si aspetta una rivolta di massa contro Putin in questo momento.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un'intervista con un alto funzionario dell'intelligence estone che discute delle tensioni geopolitiche che coinvolgono la Russia, la NATO e il conflitto in corso in Ucraina.



