Secondo il capo di Health NZ, Dale Bramley, il sistema sanitario in tutto il paese sta affrontando una tensione senza precedenti a causa del più grande focolaio di influenza in un decennio. La situazione ha portato a livelli record di ricoveri ospedalieri, in particolare a Auckland, dove gli ospedalizzati correlati all'influenza hanno raggiunto un picco di 10 anni. I tassi di infezione nazionali sono anche al massimo di quattro anni, mostrando una costante tendenza al rialzo. Bramley ha descritto lo stato attuale dell'infrastruttura sanitaria come "molto, molto occupato", evidenziando che l'onere si estende oltre gli ospedali per includere servizi di emergenza, fornitori di assistenza primaria e persino servizi di ambulanza.
L'aumento del volume di pazienti ha esercitato un'immensa pressione su tutte le parti del sistema sanitario. Bramley ha osservato che il centro di coordinamento nazionale istituito questa settimana ha tentato di allocare le risorse in modo efficace, anche se le sfide rimangono. Questo sforzo è stato ulteriormente complicato da un aumento del 27% del personale di Health NZ che ha segnalato malattie nell'ultima settimana. Il virus dominante responsabile dell'epidemia è l'influenza A, sebbene il virus respiratorio sincitico (RSV), i virus del raffreddore comune e un numero limitato di casi di coronavirus contribuiscano anche all'aumento del carico di casi. I dipartimenti di emergenza in tutto il paese sono stati sopraffatti, con alcuni numeri record di pazienti.
Bramley ha visitato tre diversi reparti di emergenza durante la settimana e ha confermato che il carico di lavoro è estremamente pesante. Pur riconoscendo la dedizione del personale di prima linea, ha ammesso che le condizioni sono difficili. Il Piano invernale, che è stato preparato prima dell'inizio della stagione influenzale, è attualmente attivo. Questo piano include misure come l'espansione dei servizi di tele-salute, il coordinamento con le cliniche di assistenza urgente per estendere gli orari operativi e l'arresto temporaneo di una piccola parte delle procedure chirurgiche non urgenti. Circa 1500 persone in tutto il paese sono arrivate ai reparti di emergenza, ma sono state invece dirette alle strutture di assistenza urgente.
Nonostante gli sforzi per gestire l'afflusso, alcuni operatori sanitari di Auckland hanno riportato miglioramenti minimi visibili nella disponibilità di personale o letti. Le cliniche di assistenza urgente nella regione hanno sperimentato tempi di attesa superiori a 10 ore e molte hanno faticato a mantenere operazioni regolari. Bramley ha riconosciuto ritardi nell'attuazione di reparti di costruzione rapida, che inizialmente erano previsti per iniziare nella seconda metà dell'anno. Queste strutture temporanee, destinate ad alleviare la pressione sui reparti di emergenza, sono ora ritardate, con sedi di Middlemore, Wellington e Waikato che apriranno solo all'inizio del prossimo anno.
Tuttavia, i piani per Hawke's Bay e Nelson sono stati aggiustati, con il primo previsto per il mese prossimo e il secondo per novembre. La crisi in corso sottolinea la complessità della gestione delle emergenze sanitarie pubbliche, specialmente quando più agenti patogeni circolano contemporaneamente. Mentre la situazione continua ad evolversi, l'attenzione rimane sull'assegnazione di risorse adeguate e sul mantenimento della qualità del servizio nonostante la domanda schiacciante. Con l'avvicinarsi dell'inverno, la probabilità di ulteriori sforzi sul sistema sanitario appare alta, spingendo a una vigilanza continua e a strategie di adattamento da parte delle autorità locali e nazionali.
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