Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha scritto una lettera ai leader dell'Unione europea esprimendo la sua "grave preoccupazione" per i recenti attacchi di altri governi europei a seguito della crisi migratoria di massa a Ceuta. La lettera è stata indirizzata al presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio António Costa e al primo ministro irlandese Michael Martin, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'UE.
Sánchez ha sottolineato che questo successo è stato raggiunto attraverso uno stretto coordinamento con le autorità marocchine e un sostegno minimo da parte di altri Stati dell'UE. Ha evidenziato la politica migratoria efficace della Spagna di lunga data, che l'ha resa una delle frontiere esterne più sicure dell'UE nonostante la sua posizione unica con una frontiera terrestre con l'Africa.
Questa politica ha anche aiutato altri Stati membri durante le crisi, come l'afflusso di migranti dalla Bielorussia nel 2021 e Lampedusa nel 2023. Nonostante questi sforzi, Sánchez ha osservato che alcuni governi europei hanno risposto in modo asimmetrico, attaccando la Spagna e chiedendo l'esclusione temporanea dallo spazio Schengen.
Sánchez ha chiesto che la presidenza irlandese del Consiglio convochi una videoconferenza di emergenza dei ministri degli Interni dell'UE per stabilire una risposta coordinata alle crisi future e riaffermare che la sicurezza delle frontiere è una responsabilità collettiva. --- Il Marocco nega le pressioni, incolpa la Corte spagnola Nel frattempo, il Marocco ha negato di essere stato sottoposto a "pressioni o ricatti" nella gestione della crisi di Ceuta, chiedendo invece di rendere conto della sentenza della Corte suprema spagnola di luglio che ha limitato i rimpatri ai confini caldi. I funzionari marocchini hanno sostenuto che la decisione ha indebolito un elemento chiave della cooperazione bilaterale, indebolendo la deterrenza contro i passaggi illegali.
I diplomatici marocchini hanno dichiarato che il loro paese aveva sempre agito come un partner affidabile, mantenendo rigorosi controlli alle frontiere e mobilitando migliaia di forze di sicurezza per gestire l'afflusso.
Il Marocco ha anche sottolineato che spende oltre 500 milioni di euro all'anno per la gestione della migrazione, ricevendo solo 145 milioni di euro di finanziamenti dell'UE. Ha sottolineato che il problema non è finanziario ma strategico, che richiede una visione e un impegno condivisi. --- I ministri dell'UE concordano di rafforzare le frontiere e la cooperazione In risposta alla crisi, i ministri degli interni dell'UE hanno concordato di rafforzare le frontiere esterne, migliorare le procedure di ritorno e migliorare i sistemi di allarme rapido.
L'accordo è stato raggiunto dopo una serie di riunioni e discussioni, tra cui una sessione straordinaria tenutasi tramite videoconferenza, alla quale hanno partecipato paesi terzi associati a Schengen, come l'Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la Svizzera, insieme ad agenzie come Frontex e Europol.
Il Commissario Magnus Brunner, in rappresentanza dell'Agenzia europea per la guardia di frontiera e costiera, ha elogiato la gestione della crisi da parte della Spagna e ha ribadito che l'UE non accetterà l'uso della migrazione come strumento di pressione contro nessuno Stato membro. --- Il Ministro degli Esteri spagnolo condanna "Gettare giovani a morte" La ministra della Difesa spagnola Margarita Robles ha rotto il silenzio del governo sul ruolo del Marocco nella crisi, accusando il paese di non aver fermato l'ingresso di massa di migranti e condannando la morte di centinaia di persone.
Robles ha sottolineato che tutti i migranti irregolari sarebbero stati rimpatriati e ha avvertito che i trafficanti o coloro che hanno tollerato la crisi avrebbero dovuto affrontare le conseguenze.
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha sostenuto la richiesta della Spagna di sospendere l'accordo di Schengen, affermando che si trattava della decisione corretta e sostenuta da 21 nazioni europee.
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