17 milioni per finanziare quattro iniziative di ricerca che indagano se i vaccini esistenti contro l'Ebola possano suscitare risposte immunitarie contro il virus del Bundibugyo. Questi studi mirano ad analizzare campioni di sangue conservati da individui precedentemente vaccinati contro l'ebolavirus dello Zaire, compresi i destinatari del vaccino Ervebo. Questo sforzo cerca di determinare se questi vaccini potrebbero offrire un certo livello di protezione contro diversi ceppi del virus Ebola. La ricerca coincide con un'epidemia in corso del virus del Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato l'epidemia come la seconda più grande della storia, con 4.665 casi confermati e 2.184 decessi registrati in cinque province e 54 zone sanitarie. L'organizzazione ha dichiarato l'epidemia di emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale a maggio. Attualmente, non esiste un vaccino autorizzato specificamente approvato per la malattia da virus Ebola di Bundibugyo, secondo il direttore esecutivo di CEPI, Richard Hatchett. Mentre i candidati vaccini specifici per Bundibugyo sono in fase di sviluppo, è improbabile che siano disponibili durante le fasi iniziali dell'epidemia. Tuttavia, i vaccini per l'ebolavirus Zaire correlato, incluso Ervebo, sono già disponibili.
Con il recente annuncio che Ervebo sarà utilizzato per l'uso di emergenza contro il virus del Bundibugyo, questi studi finanziati dal CEPI svolgeranno un ruolo cruciale nel determinare il modo migliore per utilizzare il vaccino esistente. Il gruppo tecnico consultivo dell'OMS sulla priorità dei vaccini candidati ha raccomandato che Ervebo sia valutato in uno studio clinico di fase tre insieme ai candidati vaccini specifici del Bundibugyo una volta disponibili. Inoltre, le autorità della RDC e i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno annunciato piani per distribuire Ervebo ai gruppi prioritari nell'ambito di un accordo di uso esteso governato dal protocollo.
I finanziamenti per questi studi provengono da molteplici fonti, tra cui la Commissione europea attraverso una sovvenzione Horizon Europe 2026, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e il finanziamento di base esistente del CEPI. La ricerca mira a colmare le lacune critiche di conoscenza riguardanti il potenziale uso dei vaccini esistenti contro il virus Bundibugyo e supportare le decisioni di vaccinazione durante l'attuale epidemia e le risposte future. I quattro progetti studieranno se la vaccinazione contro l'ebolavirus dello Zaire può produrre risposte anticorpali che riconoscono il virus Bundibugyo. I ricercatori svilupperanno e standardizzeranno anche test anticorpali per il virus Bundibugyo ed esploreranno la durata di tali risposte immunitarie.
Questi studi daranno priorità ai test per il virus Bundibugyo e esamineranno quali vaccini possono offrire protezione incrociata. Parte del finanziamento consentirà il trasferimento di questi metodi di laboratorio all'Institut National de Recherche Biomédicale (INRB) nella RDC, allineando le loro capacità di laboratorio con la rete di laboratori centralizzati del CEPI e gli standard internazionali di riferimento per gli anticorpi. I risultati iniziali degli anticorpi sono previsti entro due-sei mesi.
Questa ricerca contribuirà a comprendere l'ampiezza e la durata delle risposte immunitarie generate da questi vaccini. La RDC ha ricevuto un'assegnazione iniziale di 70.000 dosi del vaccino Ervebo per aiutare a rispondere all'epidemia di Bundibugyo. Di questi, 20.000 saranno utilizzati in uno studio clinico di fase III per valutare l'efficacia del vaccino contro il virus del Bundibugyo, mentre le rimanenti 50.000 dosi saranno distribuite ai lavoratori di prima linea e sanitari seguendo le linee guida dell'OMS. La decisione di condurre uno studio clinico riflette incertezze sull'efficacia di Ervebo contro il virus del Bundibugyo.
Anche se Ervebo è autorizzato per l'uso contro la specie Zaire del virus Ebola, la sua efficacia contro il ceppo di Bundibugyo è ancora sconosciuta. I primi studi di laboratorio e sugli animali suggeriscono che potrebbe offrire una certa protezione, ma sono necessarie ulteriori prove. I partecipanti allo studio, sia come parte dello studio o al di fuori di esso, devono essere pienamente informati sui potenziali rischi, benefici e limitazioni dell'uso di Ervebo contro il virus Bundibugyo e devono fornire un consenso informato. L'epidemia si è diffusa oltre l'epicentro iniziale nella provincia di Ituri a 54 zone sanitarie in sei province, segnandola come il più grande focolaio di Ebola mai registrato nella RDC.
I fattori che contribuiscono alla rapida diffusione includono i movimenti di popolazione, l'insicurezza, le attività di estrazione artigianale e i viaggi transfrontalieri che coinvolgono i paesi vicini. La situazione ha intensificato la pressione sulle autorità sanitarie e sui ricercatori per implementare gli interventi disponibili mentre sviluppavano strumenti mirati per il virus Bundibugyo.
Sviluppato dall'Oxford Vaccine Group e dal Pandemic Sciences Institute dell'Università di Oxford in collaborazione con il Serum Institute of India e il CEPI, questo vaccino è specificamente progettato per colpire il virus Bundibugyo. A differenza di Ervebo, che è autorizzato per l'uso contro l'ebolavirus dello Zaire, ChAdOx1 BDBV è progettato per combattere il ceppo Bundibugyo. L'uso di Ervebo nell'attuale epidemia ha un duplice scopo: proteggere gli operatori sanitari ad alto rischio e generare dati su se un vaccino Ebola esistente può offrire protezione contro una specie diversa del virus.
Il gruppo consultivo tecnico dell'OMS sulla priorità dei vaccini candidati ha approvato questo approccio, sottolineando la necessità sia di un intervento immediato che di ricerche a lungo termine su vaccini efficaci per il ceppo Bundibugyo. L'epidemia di Ebola nella RDC è diventata la più mortale nella storia del paese, con oltre 2.300 morti segnalati da quando l'epidemia è stata dichiarata a maggio. A partire dall'ultimo aggiornamento, sono stati registrati 4.945 casi confermati, con 101 nuovi casi segnalati in un solo giorno. Il virus si è diffuso in sei delle 26 province del paese, sollevando preoccupazioni sulla velocità di trasmissione.
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