Un recente studio pubblicato sul Journal of Documentation esplora le sfide affrontate dagli archeologi catalani nella gestione del crescente volume e complessità dei dati generati attraverso moderne tecniche di scavo. La ricerca, condotta da Sabina Batlle-Baró dell'Università di Barcellona, rivela che mentre strumenti digitali come la fotogrammetria e la scansione 3D sono sempre più utilizzati, molti team si affidano a metodi informali e ad hoc per organizzare e preservare i dati. Questi approcci, sebbene funzionali, mancano di protocolli standardizzati e non riescono a garantire l'accessibilità dei dati a lungo termine. Lo studio sottolinea l'importanza del supporto istituzionale e della formazione nel migliorare le pratiche di gestione dei dati, evidenziando il ruolo fondamentale dei rapporti di scavo nella conservazione dei dati originali a fini normativi.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una panoramica equilibrata delle sfide tecniche e organizzative che la gestione dei dati archeologici deve affrontare senza favorire apertamente alcuna ideologia politica.


