Un video caricato dal popolare influencer indiano Dhruv Rathee è stato bloccato dall'accesso in India in seguito agli ordini del Comitato di appello per i reclami (GAC) del paese, secondo una dichiarazione fatta da Google all'Alta Corte di Delhi l'11 agosto 2026.
L'azione legale deriva da una petizione presentata dall'avvocato Amita Sachdeva, che sostiene che il video contiene dichiarazioni false, fuorvianti e provocatorie su diverse divinità indù, tra cui Lord Shri Ram, Lord Krishna e la Dea Sita. Secondo Sachdeva, il video ha ottenuto milioni di visualizzazioni dopo essere stato caricato e ha causato preoccupazione pubblica a causa della sua presunta natura offensiva. I rappresentanti legali di Google hanno informato la corte che il video è stato bloccato in India sulla base di un ordine emesso dal GAC il 15 luglio. Tuttavia, la società ha sottolineato che la rimozione globale del contenuto è ancora in esame.
Il giudice Swarana Kanta Sharma, che presiedeva il caso, ha riconosciuto che la questione di un'ingiunzione globale era già davanti al Divisional Bench e ha osservato che qualsiasi azione fosse stata intrapresa era già stata completata. La corte ha fissato ulteriori udienze per il 3 settembre. La controversia è iniziata quando Sachdeva ha presentato per la prima volta una denuncia alla Cyber Crime Cell il 22 marzo 2026, seguita dalla presentazione di una denuncia al Resident Grievance Officer di YouTube il 23 marzo. Dopo che YouTube ha rifiutato di rimuovere il contenuto, citando nessuna violazione delle sue linee guida della comunità, Sachdeva ha portato la questione al GAC il 27 marzo.
Nonostante le norme sulle tecnologie dell'informazione stabilissero che tali appelli dovessero essere risolti entro 30 giorni, il processo ha richiesto oltre due mesi e mezzo per raggiungere una decisione. Il 3 luglio, l'Alta Corte di Delhi ha ordinato al GAC di risolvere il reclamo entro 15 giorni. In seguito, Sachdeva ha presentato un'altra domanda che denunciava la non conformità alla direttiva della corte. Il GAC ha infine emesso un ordine il 15 luglio che ordinava la rimozione del video, ma Google avrebbe agito solo in parte, limitando l'accesso in India piuttosto che a livello globale. Sachdeva ha anche presentato una denuncia separata in un tribunale di Delhi chiedendo la registrazione di un caso penale contro Rathee.
Il caso evidenzia le tensioni in corso tra la libertà di espressione e la regolamentazione dei contenuti online in India. Mentre piattaforme come YouTube operano secondo standard globali, le leggi locali spesso richiedono risposte su misura alle denunce, portando a scenari legali complessi. L'esito dell'udienza pendente della Divisione Bench potrebbe stabilire un precedente per il trattamento di controversie simili in futuro.
Rathee, noto per i suoi contenuti educativi e analitici, non ha commentato pubblicamente la situazione. Il suo video, che ha scatenato la battaglia legale, continua ad essere disponibile al di fuori dell'India, sollevando domande sull'equilibrio tra regolamenti nazionali e accessibilità internazionale dei contenuti digitali. Mentre il processo legale si svolge, l'attenzione rimane sulla risoluzione della controversia in conformità sia con la legge indiana che con le norme internazionali che disciplinano le piattaforme online.
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