Gli scavi presso il sito archeologico di Tell El Deir, nel nord dell'Egitto, hanno rivelato una ricchezza di manufatti antichi, tra cui 20 lapidi in calcare, diversi sarcofagi e una collezione di amuleti funerari. I risultati sono stati ufficialmente annunciati dal Ministero del Turismo e delle Antichità dell'Egitto due settimane prima, segnando un'aggiunta significativa al registro storico del paese. Le lapidi presentano simboli religiosi intricati e raffigurazioni di divinità come un grifone, Agathodaemon e Isis-Thermouthis. Queste immagini suggeriscono una miscela di influenze greche e romane sulle tradizioni locali e sulle pratiche funerarie.
Agathodaemon, un demone serpente minore sia nella religione greco-egiziana che nella mitologia greca classica, appare accanto a Isis-Thermouthis, una fusione della dea egizia Isis e Renenutet, che era associata al grano. Questa combinazione evidenzia il sincretismo prevalente nella regione durante il tardo periodo antico. Le decorazioni sulle lapidi offrono anche indizi sulla posizione sociale dei loro proprietari. Gli archeologi ritengono che questi elementi possano aiutare a determinare lo status degli individui sepolti lì. Oltre alle lapidi, il sito ha prodotto una varietà di oggetti, tra cui bruciatori di incenso in ceramica, lampade decorate e diverse bare in ceramica antropoide a forma di barile.
Queste scoperte sottolineano la complessità e la ricchezza della cultura funeraria presente all'epoca. Il dottor Hisham El-Leithy, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità, ha sottolineato che il ritrovamento fornisce preziose informazioni sull'evoluzione dei cimiteri nel delta del Nilo. Ha osservato che il sito non era solo un cimitero, ma funzionava come un centro funerario integrato.
Nel frattempo, in un'altra parte dell'Egitto, è emersa un'eccitazione simile dallo scavo di 18 tombe vicino all'antica città di Marina El Alamein. Situato a circa 100 chilometri a ovest di Alessandria, questo sito risale al periodo ellenistico e continuò attraverso l'era bizantina. Si ritiene che sia la città di Leukaspis menzionata dal geografo greco Strabo. Scoperto nel 1986 durante i lavori di costruzione, il sito è diventato da allora un punto focale per la ricerca archeologica.
Alcuni di questi sepolcri rimangono notevolmente intatti, con ingressi a camera sigillati da lastre di pietra intatte dall'antichità. Sarcofago in granito lungo 5 metri, completo con il coperchio originale. I resti scheletrici all'interno sono in fase di analisi per comprendere ulteriormente le vite e le morti di coloro che sono stati sepolti qui. Mohamed Abdel Badie, capo del Settore Antichità egiziane, ha descritto il significato di questi reperti, evidenziando il loro contributo alla conservazione e allo studio delle antiche città costiere.
Eman Abdel Khalek, a capo della missione archeologica, ha espresso entusiasmo per la scoperta del sarcofago ben conservato, sottolineando il suo potenziale per far luce sulle usanze di sepoltura e sulle strutture sociali del passato.
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