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Gli archeologi potrebbero aver trovato la città perduta di Masn in Egitto
AE🏛️ PoliticaCentro7 gg fa

Gli archeologi potrebbero aver trovato la città perduta di Masn in Egitto

Gli archeologi in Egitto hanno potenzialmente identificato il sito di Masn, un'antica città menzionata in testi di oltre 3.000 anni. La scoperta è stata fatta a Tell Abu Seify a Qantara Est, vicino al Canale di Suez, dove è stata trovata un'iscrizione che fa riferimento a Ramses II e al culto di Horus su un lintel di arenaria. Questa scoperta supporta la teoria che Tell Abu Seify corrisponde a Masn, che è stato storicamente discusso tra gli studiosi per quanto riguarda la sua relazione con Tjaru. Il Ministero del Turismo e delle Antichità ha annunciato la scoperta, notando che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare l'identificazione.

Gli archeologi potrebbero aver localizzato la città perduta di Masn, un antico insediamento egiziano citato in testi risalenti a oltre 3.000 anni fa. La scoperta è stata fatta da un team egiziano a Tell Abu Seify, situato a Qantara East, vicino al Canale di Suez nel governatorato di Ismailia.

Secondo Hisham El Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità dell'Egitto, l'iscrizione rafforza il legame tra Tell Abu Seify e Masn, anche se sono necessarie ulteriori ricerche e scavi per confermare l'identificazione definitivamente. La scoperta ha cambiato la comprensione della Strada Militare di Horus, un percorso critico che collega l'Egitto al Sinai e all'antica Canaan.

Gli studiosi hanno discusso se Masn fosse una città distinta nei pressi di Tjaru, la principale roccaforte egizia all'inizio della rotta attraverso il Sinai, o se fosse sinonimo di Tjaru stessa o del nome del suo tempio di Horus. Queste discussioni risalgono al 1887, quando pietre recanti il nome di Ramses II e riferimenti a Horus di Mesen furono scoperte a Tell Abu Seify. Nel 2013, uno studio di James Hoffmeier e Stephen Moshier ha proposto che gli scavi precedenti non erano riusciti a scoprire prove di abitazione dall'era di Ramses II, suggerendo che le pietre potrebbero essere originate dalla vicina Tell Hebua, ora riconosciuta come Tjaru.

Se verificato, questo posizionerebbe Masn lungo la strada militare di Horus, offrendo approfondimenti su come l'Egitto ha gestito i suoi confini orientali e facilitato il commercio. I risultati alterano anche le percezioni del sito più ampio.

All'interno del complesso, gli archeologi hanno identificato le stanze di stoccaggio a nord, le aree di servizio a sud e i resti del santuario, la sezione più sacra del tempio. Il santuario ha subito danni quando le pietre sono state riutilizzate per altri usi.

Successivamente, il sito è stato utilizzato per la produzione di calce per la costruzione e l'intonaco, con due grandi forni circolari costruiti su parti dell'ex santuario.

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Le fonti ufficiali su cui si basa la copertura. Leggile direttamente per aggirare il framing.

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The National logoThe NationalVicino a un partitoCentroFattualità 95Obiettività 947 gg fa
Gli archeologi potrebbero aver trovato la città perduta di Masn in Egitto

Gli archeologi in Egitto hanno potenzialmente identificato il sito di Masn, un'antica città menzionata in testi di oltre 3.000 anni. La scoperta è stata fatta a Tell Abu Seify a Qantara Est, vicino al Canale di Suez, dove è stata trovata un'iscrizione che fa riferimento a Ramses II e al culto di Horus su un lintel di arenaria. Questa scoperta supporta la teoria che Tell Abu Seify corrisponde a Masn, che è stato storicamente discusso tra gli studiosi per quanto riguarda la sua relazione con Tjaru. Il Ministero del Turismo e delle Antichità ha annunciato la scoperta, notando che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare l'identificazione.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto equilibrato della scoperta archeologica, concentrandosi sul dibattito accademico e sul contesto storico piuttosto che assumere una posizione di parte.

Perché fattualità (95): The article provides specific details such as the location (Tell Abu Seify in Qantara East), the type of artifact (sandstone lintel), and the involvement of Egypt’s Ministry of Tourism and Antiquities. These align with what would be expected from a credible report on such a discovery. The mention of

Perché obiettività (94): The article presents the information in a neutral manner, avoiding overtly biased language or opinionated statements. It acknowledges that the identification is not yet confirmed and highlights the need for further research. The tone remains informative and restrained.

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