Un fossile di scarabeo di 100 milioni di anni scoperto nell'ambra Kachin del Myanmar ha offerto agli scienziati una rara visione dell'evoluzione iniziale dei sistemi sensoriali e di segnalazione tra le lucciole e i loro parenti. La scoperta, dettagliata in uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B il 29 luglio, si concentra su un genere precedentemente sconosciuto chiamato Icaroramus perisi, distinto dalle sue antenne strutturate in modo unico e dagli organi addominali che emettono luce conservati.
Una tale combinazione è eccezionalmente rara nel registro fossile, rendendo questa scoperta particolarmente preziosa per comprendere come gli antichi insetti comunicavano e percepivano il loro ambiente. L'esemplare, identificato come appartenente alla famiglia estinta dei Cretophengodidae, suggerisce che alcuni dei tratti chiave associati alle lucciole moderne, come la segnalazione bioluminescente e le capacità chemiosensoriali avanzate, potrebbero avere origini molto più profonde nella storia evolutiva di quanto si pensasse in precedenza.
Guidati dallo studente di dottorato Li Yanda dell'Università di Bristol e dal professor Cai Chenyang dell'Istituto di geologia e paleontologia di Nanchino, il team di ricerca ha condotto analisi filogenetiche per collocare Icaroramus nel contesto più ampio dell'evoluzione degli scarabei. Secondo i loro risultati, la specie probabilmente apparteneva a un lignaggio che divergeva prima che emergesse molti gruppi moderni di lucciole. Ciò pone Icaroramus in un punto cruciale della linea temporale evolutiva, offrendo indizi su come alcuni tratti si sono sviluppati nel corso di milioni di anni. Una delle caratteristiche più sorprendenti di Icaroramus è la sua inusuale struttura delle antenne.
La coppia esterna, situata vicino alla base di ogni segmento, è lunga e larga, ornata da setole grossolane. Al contrario, la coppia interna, posizionata più vicina al centro, è più corta e più sottile, coperta solo da peli fini. Questo design a doppio strato, denominato heteroramose, è del tutto nuovo nell'ordine dei coleotteri e suggerisce un complesso adattamento sensoriale. I ricercatori ipotizzano che questa architettura antennale unica possa essere il risultato di una riattivazione parziale dei programmi di sviluppo responsabili della segmentazione antennale.
Questo potrebbe aver portato alla formazione di ulteriori strutture di ramificazione, migliorando la capacità del coleottero di rilevare i segnali chimici nel suo ambiente. Molti insetti moderni che si basano sui feromoni per l'accoppiamento mostrano antenne complesse simili, suggerendo che Icaroramus potrebbe aver usato strategie simili per localizzare i compagni nel suo habitat del Cretaceo. Il fossile conserva anche gli organi addominali emettitori di luce del coleottero, che si ritiene abbiano svolto un ruolo nella comunicazione intraspecifica.
Mentre la funzione esatta di queste strutture rimane poco chiara a causa delle limitazioni dei resti fossilizzati, la loro presenza indica che i primi coleotteri lampiroidi avevano già iniziato a sviluppare la segnalazione bioluminescente. Questa capacità, condivisa da molte lucciole moderne, è tipicamente utilizzata per attirare i compagni o scoraggiare i predatori.
Ciò nonostante, la scoperta sottolinea la complessità delle prime comunicazioni degli insetti e sottolinea l'importanza di preservare le strutture dei tessuti molli nel registro fossile. Man mano che vengono scoperti più fossili di questo tipo, potrebbero continuare a rimodellare la nostra comprensione di come gli antichi organismi interagivano con il loro ambiente.
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