Un nuovo rapporto della Global Coral Reef Monitoring Network (GCRMN) rivela che le barriere coralline australiane, pur rimanendo relativamente sane rispetto alle medie globali, hanno registrato un calo del 10,9% della copertura corallina dal periodo 1980-2009. Ciò rispecchia una tendenza globale più ampia di calo della copertura corallina, con una riduzione media del 9,5% in tutto il mondo tra il 2020 e il 2024. Il rapporto attribuisce questo calo principalmente allo stress termico causato dai cambiamenti climatici, che ha aumentato la frequenza di eventi di sbiancamento dei coralli, da una volta ogni 10 anni a ora ogni cinque o sei anni. Nonostante alcuni progressi di recupero osservati tra il 2017 e il 2019, gli ultimi eventi di sbiancamento nel 2024 e il 2025 si sono invertiti, influenzando in particolare la Grande Barriera Corallina e le barriere coralline dell'Australia occidentale. Lo studio evidenzia che mentre il recupero è ancora possibile, il continuo sbiancamento ad alta frequenza minaccia la sopravvivenza a lungo termine dei coralli a meno che le emissioni di gas serra siano notevolmente ridotte insieme alle pratiche di gestione locali.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una valutazione scientifica equilibrata del declino delle barriere coralline, citando i dati del rapporto del GCRMN e le opinioni di esperti senza favorire apertamente alcuna ideologia politica.






