Il terremoto di magnitudo 4 che ha colpito la parte occidentale del paese lunedì 10 agosto 2026. Il disastro ha causato almeno 285 vittime, quasi 4.000 feriti e lasciato centinaia intrappolati sotto le macerie. Le operazioni di ricerca e soccorso, che coinvolgono soldati, volontari e squadre di soccorso internazionali, sono continuate nonostante il passaggio della finestra critica di 72 ore per individuare i sopravvissuti. Il terremoto, centrato nel dipartimento di Chocó sulla costa del Pacifico, ha gravemente colpito città come Cali e Pereira, dove si è verificata la maggior parte delle vittime.
Le autorità locali di Cali e Pereira hanno riferito che più di due terzi dei decessi si sono concentrati in queste due città. Il governo federale, tuttavia, ha inizialmente stimato il numero di morti a 111, con cifre che fluttuano man mano che le valutazioni continuano.
Le squadre di ricerca e soccorso hanno operato in condizioni difficili, navigando tra le macerie instabili e lavorando a fianco delle delegazioni internazionali, tra cui una squadra di soccorso israeliana arrivata a Cali il 14 agosto. La delegazione israeliana, composta da 80 membri delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), del Comando del Fronte Interno e da funzionari dei ministeri degli Esteri e della Difesa, si è unita agli sforzi locali per individuare i sopravvissuti.
A Pereira, residenti come Jairo Vargas continuano a cercare il fratello scomparso, che si ritiene sia intrappolato sotto i detriti. Vargas, dopo aver guidato 220 chilometri da Medellín, ha espresso sia speranza che disperazione, riconoscendo le scarse possibilità di sopravvivenza. Allo stesso modo, Dana Carolina Zamora, residente di El Cairo, ha pubblicato online le immagini del suo zio scomparso, Miguel Ángel Zamora, sollecitando notizie sulla sua condizione. Le autorità locali hanno notato che l'80% dei residenti di El Cairo è stato danneggiato, con molti che temono per la loro sicurezza. Il terremoto ha aggravato le sfide esistenti nella regione del Chocó, una delle aree più povere e trascurate della Colombia.
L'accesso alla regione è limitato, con molte comunità raggiungibili solo in barca, attraverso dense giungle o in aereo. Il presidente Abelardo de la Espriella, che ha assunto l'incarico pochi giorni prima del terremoto, ha affrontato il controllo sulla sua risposta iniziale, in particolare per aver rifiutato le offerte di aiuto da parte di nazioni straniere. Tuttavia, in seguito ha accettato l'assistenza da Israele e dagli Stati Uniti, segnalando un cambiamento di strategia. De la Espriella ha promesso di guidare la nazione attraverso la crisi, sottolineando l'importanza dell'unità e della resilienza. Mentre la ricerca di sopravvissuti continua, l'attenzione si è spostata sul ripulire i detriti e fornire soccorso immediato.
Nel frattempo, la Banca Mondiale ha promesso 200 milioni di dollari per sostenere la risposta di emergenza della Colombia, con l'obiettivo di affrontare i bisogni urgenti e gettare le basi per un recupero a lungo termine. Il terremoto ha anche sollevato preoccupazioni per il potenziale ulteriore spostamento, specialmente in un paese che si occupa già di conflitti in corso e problemi di migrazione.
L'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha avvertito che il disastro potrebbe esacerbare le crisi umanitarie esistenti, esortando i governi a dare la priorità alla sicurezza e al benessere delle popolazioni sfollate.
Queste tragedie personali sottolineano l'impatto più ampio del terremoto sulle famiglie e sulle comunità. Nonostante le prospettive tristi, ci sono stati momenti di speranza. Il 14 agosto, i soccorritori hanno scoperto un uomo vivo sotto le macerie di un hotel crollato a Pereira, offrendo un raro assaggio di ottimismo. Mentre la finestra di 72 ore per trovare i sopravvissuti è passata, le squadre di ricerca continuano i loro sforzi, guidate dalla convinzione che i miracoli possono ancora accadere. La resilienza del popolo colombiano, combinata con il sostegno degli alleati internazionali, evidenzia la determinazione a riprendersi da questa tragedia senza precedenti.
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