La Corte Suprema indiana ha dichiarato che i luoghi di protesta non possono essere occupati in modo indefinito, esaminando una petizione presentata da un'associazione di commercianti riguardo alle significative perdite finanziarie subite durante le recenti manifestazioni a Nuova Delhi. La corte, presieduta dal giudice capo Surya Kant, ha sottolineato la necessità di bilanciare il diritto di protesta con il diritto al lavoro, osservando che devono essere stabiliti orari specifici per le manifestazioni al fine di garantire l'accesso ad altri gruppi, come agricoltori e giornalisti. La corte ha ordinato al governo e alla polizia di Delhi di fornire risposte in merito alle accuse di detenzioni di massa, brutalità della polizia e interruzioni delle infrastrutture, come la chiusura della metropolitana e l'interruzione del servizio internet. La Camera di Commercio e dell'Industria ha riferito che le attività commerciali hanno subito perdite di circa 14.000 crore di rupie nell'ultimo mese a causa di queste interruzioni, spingendo l'associazione a chiedere un divieto di raduni fino a metà novembre. Inoltre, la corte ha deciso di esaminare separatamente le denunce di presunti attacchi a giornaliste, con l'avvocata Indira Jaising che ha chiesto la creazione di un team di indagine speciale.
Lettura del bias (Centro): Il rapporto presenta in modo imparziale le diverse posizioni espresse dai commercianti e dai manifestanti, citando osservazioni della magistratura sull'importanza di bilanciare i diritti, senza prendere una posizione di parte o utilizzare un linguaggio tendenzioso.





