Romer Saucedo, presidente della Corte Suprema boliviana, è fuggito dal paese dopo che le autorità hanno emesso un mandato di arresto nei suoi confronti per traffico di droga e attività criminali organizzate. Saucedo ha annunciato la sua partenza tramite i social media, affermando di essere costretto a lasciare il paese a causa di persecuzioni politiche e intimidazioni da parte del governo, e sostenendo di credere che delle prove sarebbero state fabbricate per screditarlo. Il procuratore generale ad interim ha confermato che il mandato di arresto si basava su indagini che coinvolgevano testimoni protetti, ma non ha fornito dettagli specifici riguardo al presunto coinvolgimento di Saucedo. Il presidente Rodrigo Paz ha dichiarato che la fuga di Saucedo è legata a accuse più ampie nei confronti del sistema giudiziario, mentre funzionari del Ministero dell'Interno lo hanno descritto come un latitante collegato ad altri funzionari arrestati. Le autorità stanno cercando di localizzarlo tramite Interpol, sottolineando che i registri delle migrazioni non mostrano alcuna uscita formale dal paese, nonostante la sua affermazione di essere in esilio.
Lettura del bias (Progressista): Il titolo e l'incipit sottolineano la "persecuzione" e l' "esilio" di cui l'accusato si dichiara vittima, presentando l'azione legale come motivata politicamente, piuttosto che concentrandosi principalmente sulle accuse penali.




