I corpi di due escursionisti belgi scomparsi nelle Alpi svizzere quasi 30 anni fa sono stati ritrovati dopo essere stati esposti allo scioglimento di un ghiacciaio. I funzionari della regione del Valais hanno confermato la scoperta alla fine del mese scorso, a seguito di rapporti di un escursionista locale che ha avvistato resti umani sul ghiacciaio di Trift, situato a sud di Lucerna. I resti sono stati identificati attraverso test del DNA in un ospedale del Valais, confermando che appartenevano a due uomini scomparsi durante una spedizione di arrampicata nel 1992 vicino alla montagna Weissmies, diverse decine di chilometri a sud.
La scoperta arriva in un contesto di crescente tendenza di resti precedentemente nascosti che emergono a causa del rapido ritiro dei ghiacciai nelle Alpi svizzere. Le autorità hanno notato che il ghiacciaio di Trift, come molti altri nella regione, si è ritirato in modo significativo negli ultimi anni, esponendo oggetti a lungo sepolti sotto strati di ghiaccio. Il governo regionale del Vallese ha dichiarato che tali reperti stanno diventando sempre più comuni, con casi simili segnalati in altre parti della Svizzera.
I due escursionisti belgi, di 39 e 41 anni al momento della loro scomparsa, facevano parte di un gruppo che aveva deciso di scalare il monte Weissmies nel 1992. Il loro destino è rimasto sconosciuto fino ad ora, senza che venisse trovata alcuna traccia di loro nonostante le ampie ricerche all'epoca. Il dipartimento di polizia del Valais mantiene un registro storico di tutte le persone scomparse risalenti a oltre un secolo fa, e questo caso era tra quelli ancora irrisolti. Il processo di identificazione ha comportato il cross-referencing dei campioni di DNA con i membri della famiglia e i registri esistenti, assicurando l'accuratezza prima di annunciare ufficialmente i risultati.
Gli scienziati attribuiscono l'accelerazione dello scioglimento dei ghiacciai svizzeri all'aumento delle temperature globali, un fenomeno legato ai cambiamenti climatici. Gli studi indicano che la temperatura media nelle Alpi è aumentata di circa 2 gradi Celsius dalla metà del XX secolo, portando a un notevole calo della massa glaciale. Questo cambiamento ambientale non solo ha avuto un impatto sugli ecosistemi, ma ha anche rivelato segreti a lungo sepolti, compresi i resti di individui perduti a causa di valanghe, incidenti o altre disgrazie nelle montagne. Le autorità locali hanno sottolineato che mentre queste scoperte forniscono una chiusura per le famiglie, servono anche come un cupo promemoria dei pericoli associati all'arrampicata alpina.
La regione del Valais, nota per il suo terreno accidentato e per i sentieri escursionistici impegnativi, sperimenta ogni anno un costante afflusso di turisti e avventurieri. Nonostante le misure di sicurezza e i sistemi di avvertimento, gli incidenti che coinvolgono condizioni meteorologiche avverse o cambiamenti improvvisi nel paesaggio rimangono un rischio. Gli esperti prevedono che con l'aumento delle temperature globali, più tali scoperte avverranno probabilmente nei prossimi anni. I ricercatori stanno già monitorando gli effetti del ritiro dei ghiacciai sia sull'ambiente che sulle registrazioni storiche. Alcuni hanno chiesto maggiori sforzi per documentare e preservare questi risultati, riconoscendo il loro significato per comprendere gli eventi passati e la storia umana.
L'identificazione dei due alpinisti belga segna un altro capitolo della storia in corso di come il cambiamento climatico sta rimodellando i paesaggi e scoprendo storie una volta nascoste dal ghiaccio. Con i ghiacciai che continuano a ridursi a un ritmo senza precedenti, la ricerca di individui e oggetti smarriti dovrebbe intensificarsi, offrendo sia sfide che opportunità per storici, scienziati e famiglie alla ricerca di risposte.
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