La vita dell'ex marine statunitense Robert Gilman, che è stato imprigionato in Russia dal 2022, è a rischio dopo che è caduto in coma a giugno. Sua sorella e due gruppi di difesa sostengono che è stato torturato e drogato con sostanze psicoattive, secondo Reuters. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato hanno fatto appello a Mosca per rilasciare il trentaduenne in modo che possa ricevere cure mediche urgenti negli Stati Uniti. Gilman viene alimentato attraverso un tubo ed è in uno stato catatonico, diagnosticato come 'stupefazione dissociativa', che riduce significativamente o elimina completamente i movimenti volontari e le normali reazioni agli stimoli esterni. Non può comunicare, i suoi occhi rimangono chiusi e riceve cibo e liquidi tramite un tubo. Un ospedale russo avrebbe impedito alla madre di Gilman di visitarlo nonostante un ordine del tribunale e l'accesso all'ospedale è stato negato ai consoli russi e al suo avvocato americano.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo sottolinea la crisi umanitaria e il presunto maltrattamento di un cittadino americano all'estero, evidenziando gli appelli diplomatici e le preoccupazioni per i diritti umani.


