Un nuovo rapporto suggerisce che il Bihar dovrebbe riconsiderare il suo lungo divieto di alcol, citando prove che la politica non ha ridotto i crimini contro le donne e ha invece portato ad un aumento del commercio illegale di alcolici e di altre questioni correlate.
Lo studio del NCAER, preparato da un team di economisti guidati da Ratna Sahay e presentato all'India Policy Forum, evidenzia diversi punti chiave riguardanti gli effetti del divieto del Bihar. Una delle motivazioni principali alla base del divieto era la convinzione che il consumo di alcol contribuisse alla violenza domestica e che le famiglie riallocassero i fondi precedentemente utilizzati per l'acquisto di alcol verso scopi più produttivi. Le organizzazioni per i diritti delle donne e gli attivisti hanno sostenuto la misura, aspettandosi di ridurre gli abusi legati all'alcol. Tuttavia, il rapporto afferma che i dati disponibili non mostrano alcun calo dei crimini segnalati contro le donne dall'attuazione del divieto.
Secondo i ricercatori dell'NCAER, il divieto è coinciso con un'espansione delle reti di liquori illeciti, sfide nell'applicazione e casi di corruzione. La relazione rileva un aumento significativo del commercio illegale di alcol, che ha portato a un maggiore consumo complessivo, una maggiore attività criminale e un aumento dell'uso di sostanze alternative, comprese le droghe illecite. Questi sviluppi hanno sollevato preoccupazioni per le conseguenze non intenzionali del divieto, in particolare in termini di sicurezza e salute pubblica. Le implicazioni finanziarie del divieto sono anche sostanziali.
Prima del divieto, le accise sull'alcol costituivano circa il 14 per cento delle entrate proprie del Bihar nei tre anni precedenti al 2016. Dopo l'attuazione del divieto, lo stato ha dovuto affrontare una perdita di questo flusso di entrate critico. Inoltre, il governo ha sostenuto maggiori spese legate al monitoraggio, all'applicazione e agli sforzi anti-contrabando, aumentando le pressioni fiscali. I ricercatori suggeriscono che il ripristino delle accise sull'alcol ai loro livelli precedenti potrebbe potenzialmente ripristinare il contributo delle tasse alle entrate dello stato a circa il 14 per cento, riducendo contemporaneamente le spese per l'applicazione e le operazioni anti-contrabando.
Oltre alla questione del divieto, la relazione NCAER identifica diverse aree prioritarie per la strategia di sviluppo del Bihar. Questi includono il miglioramento dell'istruzione, l'assistenza sanitaria, la governance, la legge e l'ordine, la mitigazione delle inondazioni, la crescita del settore privato e l'empowerment delle donne. Lo studio sottolinea la necessità di riforme complessive in questi settori per migliorare la produttività, guidare la trasformazione strutturale e generare opportunità di occupazione di qualità per la popolazione giovanile del Bihar. La relazione esamina anche il debito pubblico e la sostenibilità fiscale dello stato, valutando i requisiti di finanziamento per vari scenari di riforma.
Il rapporto raccomanda un approccio poliedrico che comporti una maggiore generazione di entrate, una spesa pubblica più efficiente, un maggiore sostegno del governo centrale e, se necessario, ulteriori prestiti. I risultati del rapporto NCAER sottolineano la complessa interazione tra le decisioni politiche e le loro più ampie ramificazioni sociali ed economiche. Mentre il Bihar continua a lottare con le sfide poste dal suo divieto di alcol, la richiesta di una rivalutazione di questa politica guadagna slancio, evidenziando la necessità di un approccio equilibrato che consideri sia gli impatti immediati che a lungo termine sul benessere pubblico e sulle finanze statali.
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