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Richiesta di rispetto del diritto internazionale nei territori palestinesi

Decine di ex diplomatici francesi e britannici hanno chiesto ai loro governi di rispettare il diritto internazionale nei territori palestinesi. La lettera aperta, pubblicata sul quotidiano francese Le Monde, sottolinea il ruolo storico della Francia e della Gran Bretagna in Medio Oriente e il loro status di membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I firmatari sostengono che i responsabili di crimini di guerra e crimini contro l'umanità devono essere ritenuti responsabili e che la Francia e la Gran Bretagna devono agire insieme per preservare il diritto internazionale nella regione.

Decine di ex diplomatici francesi e britannici hanno invitato i loro governi a rispettare il diritto internazionale nei territori palestinesi. La lettera, pubblicata oggi sul quotidiano francese Le Monde, è stata firmata da 102 persone, tra cui ex ambasciatori e funzionari con vasta esperienza negli affari del Medio Oriente. Essi sostengono che il ruolo della Francia e della Gran Bretagna nella regione e il loro status di membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite rendono indispensabile il loro impegno a rispettare il diritto internazionale.

I firmatari hanno sottolineato che i responsabili di crimini di guerra e crimini contro l'umanità devono essere ritenuti responsabili, e quindi hanno esortato entrambe le nazioni ad agire insieme per preservare il diritto internazionale nei territori palestinesi. La lettera critica le azioni israeliane, in particolare la continua espansione degli insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme Est, che i firmatari descrivono come "violenza dei coloni senza legge" sostenuta dai militari e dalla polizia israeliani.

Tra i firmatari ci sono gli ex ambasciatori britannici alle Nazioni Unite, Jeremy Greenstock ed Emyr Jones Parry, nonché gli ex direttori del Ministero degli Affari Esteri per la Francia, Yves Aubin de la Messuziere e Denis Bauchard. Dal 1967, la Cisgiordania è sotto occupazione israeliana. L'area ospita circa tre milioni di palestinesi e oltre 500.000 coloni israeliani, i cui insediamenti sono considerati illegali secondo il diritto internazionale. Sotto il primo ministro Benjamin Netanyahu, Israele ha accelerato significativamente la costruzione di insediamenti in Cisgiordania.

Dal 7 ottobre 2023, attacco terroristico dell'organizzazione islamista radicale Hamas contro Israele, le tensioni in Cisgiordania si sono intensificate, con coloni estremisti che spesso prendono di mira la popolazione palestinese.

In una dichiarazione rilasciata dal governo tedesco, questi paesi hanno avvertito che l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania allontanerebbe ulteriormente un accordo di pace e danneggerebbe la posizione internazionale di Israele. Martedì sera, il Ministero israeliano dell'edilizia ha annunciato il rilascio di gare per la costruzione di oltre 1.200 unità residenziali per il progetto E1, situato tra Gerusalemme Est e l'insediamento di Maale Adumim. La costruzione in questa zona dividerebbe effettivamente la Cisgiordania in parti settentrionali e meridionali, rendendo la creazione di un territorio contiguo per un futuro stato palestinese sempre più difficile o addirittura impossibile.

I sette stati hanno lanciato un avvertimento alle imprese che intendono presentare domanda per le offerte, avvertendole delle conseguenze legali e reputazionali, incluso il rischio di essere coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale. Il diritto internazionale afferma chiaramente che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. Questa posizione è condivisa dalla comunità internazionale, rafforzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

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Anche la Leyen condanna i piani di insediamento israeliani

Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha condannato il progetto israeliano di insediamenti per il progetto "E1" nella Giordania Occidentale occupata. Il governo israeliano ha pubblicato annunci di costruzione per oltre 1.200 unità abitative, il che potrebbe rendere più difficile la spartizione della Giordania Occidentale e la creazione di uno Stato palestinese coeso. Diversi paesi come Germania, Francia e Gran Bretagna hanno già criticato il progetto e avvertito le imprese economiche di conseguenze legali e di reputazione dannose. Secondo il Völkerrecht, gli insediamenti israeliani nella Giordania Occidentale sono illegali e questa posizione è sostenuta dalla comunità internazionale e dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo condanna i piani di insediamento israeliani con forti formulazioni critiche e sottolinea le violazioni del diritto secondo il diritto internazionale.

Perché fattualità (90): The article accurately reports EU Commission President Ursula von der Leyen's condemnation of Israel's 'E1' settlement plan, citing the joint statement from Germany, France, Britain, etc. It provides specific details about the project, including the number of housing units and legal implications, co

Perché obiettività (82): The article presents the statements of officials in a neutral manner, quoting them directly. While it highlights the concerns of multiple countries, it does not introduce personal opinions or emotional language, maintaining a balanced reporting style.

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Richiesta di rispetto del diritto internazionale nei territori palestinesi

Decine di ex diplomatici francesi e britannici hanno chiesto ai loro governi di rispettare il diritto internazionale nei territori palestinesi. La lettera aperta, pubblicata sul quotidiano francese Le Monde, sottolinea il ruolo storico della Francia e della Gran Bretagna in Medio Oriente e il loro status di membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I firmatari sostengono che i responsabili di crimini di guerra e crimini contro l'umanità devono essere ritenuti responsabili e che la Francia e la Gran Bretagna devono agire insieme per preservare il diritto internazionale nella regione.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra l'appello al rispetto del diritto internazionale come un imperativo morale, sottolineando la responsabilità per i crimini di guerra e criticando le azioni israeliane come violazioni delle norme internazionali.

Perché fattualità (85): The article reports on an open letter signed by former French and British diplomats calling for adherence to international law in the Palestinian territories. It accurately cites the publication in Le Monde and lists some signatories. The reference to Israeli settlers' actions and criticism of Israe

Perché obiettività (78): The tone remains neutral, presenting the positions of the signatories without overt bias. However, the language used to describe Israeli actions as 'zügelloser Siedlergewalt' with 'Billigung der israelischen Armee und Polizei' carries a critical tone that may lean towards a pro-Palestinian perspecti

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