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Le antiche principesse egiziane erano abili arciere, addestrate con le armi, afferma uno studio controverso
IL🏛️ Politica9 gg fa

Le antiche principesse egiziane erano abili arciere, addestrate con le armi, afferma uno studio controverso

Un nuovo studio suggerisce che le antiche principesse egiziane potrebbero essere state addestrate al tiro con l'arco e ad altri compiti fisicamente impegnativi, sulla base di prove scheletriche trovate in mummie dell'era del Regno di Mezzo. I ricercatori hanno analizzato sei mummie, tra cui quelle di quattro figlie del faraone Amenemhat II, e hanno notato segni di pesante uso muscolare negli arti superiori, che potrebbero indicare l'uso ripetuto di armi come archi o pugnali. I risultati sfidano le opinioni tradizionali che associano tali abilità principalmente agli uomini. Tuttavia, alcuni esperti rimangono scettici, sostenendo che i cambiamenti scheletrici da soli non possono dimostrare definitivamente attività specifiche e mettere in discussione l'affidabilità delle identificazioni storiche delle mummie.

Le antiche principesse egiziane potrebbero essere state addestrate come abili arcieri, secondo un nuovo e controverso studio pubblicato su Frontiers in Environmental Archaeology nel luglio 2026. I ricercatori hanno analizzato sei mummie del complesso funerario di Dahshur, risalente a quasi 4.000 anni fa al Regno di Medio Egitto. Queste mummie, tra cui quattro ritenute figlie del faraone Amenemhat II, sono state riscoperte nel 2020 dopo essere state perse per decenni. I risultati suggeriscono che i membri della famiglia reale, in particolare le donne, erano attivamente impegnati in compiti fisicamente impegnativi come il tiro con l'arco e la caccia.

Zeinab Hashesh, autrice principale dello studio, ha affermato che l'analisi delle strutture ossee delle mummie ha rivelato attaccamenti muscolari pronunciati che indicano attività ripetitive e ad alta intensità. Ha sostenuto che questa prova supporta l'idea che le principesse non siano state semplicemente sepolte con armi ma siano state probabilmente addestrate a usarle durante la loro vita. Questo sfida le supposizioni tradizionali secondo cui tali abilità erano riservate agli uomini. Tra le mummie studiate c'erano la principessa Ita, la principessa Khenmet, la principessa Itaweret e una donna senza nome provvisoriamente identificata come la principessa Sathathormeryt. Tutte sono state sepolte con archi, frecce e altre armi.

Secondo il dottor Hashesh, la condizione fisica delle mummie fornisce ulteriori informazioni sui loro possibili ruoli. La principessa Ita, stimata tra i 28 e i 34 anni al momento della morte, mostrava forti attacchi muscolari della parte superiore del corpo, suggerendo l'uso regolare di armi come mazze o pugnali. La principessa Khenmet, alla fine dei 30 o all'inizio dei 40 anni, mostrava segni di assottigliamento delle ossa ma aveva attacchi legamenti robusti. La principessa Itaweret, di età compresa tra i 20 e i 34 anni, ha subito lesioni come rotture di costole e fratture ai piedi, ma il suo scheletro indicava che era un'abile arciera.

Nonostante le affermazioni dello studio, diversi esperti hanno sollevato dubbi sulle sue conclusioni. I bioarcheologi non coinvolti nella ricerca hanno sottolineato che i cambiamenti scheletrici da soli non possono indicare in modo affidabile attività specifiche. Fattori come l'età, le dimensioni del corpo, la genetica e altri movimenti ripetitivi possono produrre risultati simili. Sonia Zakrzewski, un bioarcheologo dell'Università di Southampton, ha espresso scetticismo per quanto riguarda l'affidabilità delle identificazioni delle mummie, notando che si basano su etichette del XIX secolo. Zakrzewski ha sottolineato che mentre i siti di attaccamento sulle ossa sono pronunciati, non vi è alcuna prova definitiva che siano stati causati dall'arco.

Ha affermato che i cambiamenti scheletrici potrebbero semplicemente riflettere l'uso ripetuto dei muscoli piuttosto che un'attività specifica che coinvolge armi. Inoltre, ha evidenziato la mancanza di gruppi di controllo dello stesso periodo di tempo, rendendo difficile determinare se le caratteristiche osservate fossero uniche a questi individui o comuni tra gli egiziani contemporanei.

Tuttavia, lo studio ha trovato segni simili su entrambi i lati delle mummie, il che indebolisce l'argomentazione che praticassero il tiro con l'arco. Haddow ha anche menzionato che l'età degli individui potrebbe influenzare i siti di attaccamento muscolare, in quanto questi sono influenzati dall'invecchiamento, dalle dimensioni del corpo e dai fattori genetici. Il dibattito sul ruolo delle antiche principesse egiziane continua a svilupparsi, con l'ultimo studio che offre prove convincenti ma contestate. Man mano che emergeranno ulteriori ricerche, la vera natura delle vite e delle capacità di queste donne reali diventerà più chiara. Fino ad allora, la questione se fossero effettivamente arciere addestrate rimane aperta all'interpretazione.

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The Jerusalem Post logoThe Jerusalem PostIndipendenteCentroFattualità 75Obiettività 659 gg fa
Le antiche principesse egiziane erano abili arciere, addestrate con le armi, afferma uno studio controverso

Un nuovo studio suggerisce che le antiche principesse egiziane potrebbero essere state addestrate al tiro con l'arco e ad altri compiti fisicamente impegnativi, sulla base di prove scheletriche trovate in mummie dell'era del Regno di Mezzo. I ricercatori hanno analizzato sei mummie, tra cui quelle di quattro figlie del faraone Amenemhat II, e hanno notato segni di pesante uso muscolare negli arti superiori, che potrebbero indicare l'uso ripetuto di armi come archi o pugnali. I risultati sfidano le opinioni tradizionali che associano tali abilità principalmente agli uomini. Tuttavia, alcuni esperti rimangono scettici, sostenendo che i cambiamenti scheletrici da soli non possono dimostrare definitivamente attività specifiche e mettere in discussione l'affidabilità delle identificazioni storiche delle mummie.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta uno studio scientifico e include sia prospettive di supporto che critiche da parte di esperti. Non vi è un chiaro quadro ideologico o enfasi su un particolare punto di vista politico. Il contenuto si concentra su scoperte archeologiche e dibattito accademico piuttosto che sulla controversia politica.

Perché fattualità (75): The article reports on a study published in Frontiers in Environmental Archaeology, citing analysis of mummies from the Dahshur funerary complex. It mentions specific findings such as bone development indicating physical activity and the presence of weapons in tombs. While these details align with t

Perché obiettività (65): The tone leans toward presenting the study's conclusions as significant and noteworthy, using phrases like 'controversial study claims' and emphasizing the uniqueness of female warriors in ancient Egypt. This frames the study as groundbreaking rather than presenting it as part of an ongoing scholarl

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