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Un buco nero supermassiccio esplose in raggi X, e i suoi getti radio seguirono 300 giorni dopo
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Un buco nero supermassiccio esplose in raggi X, e i suoi getti radio seguirono 300 giorni dopo

Gli astronomi, utilizzando i dati del Swift X-ray Telescope della NASA, hanno osservato un improvviso flare di raggi X dal buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 1275, situato nell'ammasso di Perseo. Il flare, che si è verificato intorno al febbraio 2023, ha causato un aumento della luminosità dei raggi X di circa 2 e durato meno di 60 giorni. Circa 300 giorni dopo, anche le emissioni radio del buco nero sono esplose. I ricercatori suggeriscono che il flare potrebbe essere collegato a fluttuazioni nel tasso di alimentazione del buco nero piuttosto che a un evento di interruzione delle maree.

Un buco nero supermassiccio nel cuore dell'ammasso di Perseo è stato osservato esplodere in raggi X, seguito da una potente esplosione di emissioni radio circa 300 giorni dopo. I risultati, basati su quasi due decenni di dati del Swift X-ray Telescope della NASA combinati con il monitoraggio radio, rivelano un legame precedentemente non osservato tra il disco di accrescimento del buco nero e i getti che emette.

NGC 1275 è un sistema dinamico e complesso, caratterizzato da filamenti gassosi estesi e segni di una fusione galattica in corso. Queste caratteristiche lo rendono un soggetto ideale per studiare come i buchi neri regolano le loro galassie ospitanti attraverso l'interazione dei loro dischi di accrescimento e dei getti ad alta energia che lanciano. Tuttavia, studi precedenti hanno affrontato sfide a causa delle limitate capacità di osservazione.

Sarah Ketchum dell'Università del Michigan ha guidato un team che ha analizzato quasi 20 anni di dati a raggi X provenienti da Swift per tracciare la variabilità a lungo termine di NGC 1275. Hanno identificato il più intenso lampo a raggi X mai registrato dalla galassia, a partire da febbraio 2023. Durante questo periodo, la luminosità a raggi X della galassia è aumentata di circa due volte. Il lampo è durato meno di 60 giorni e consisteva di almeno due episodi separati, ciascuno della durata di soli cinque giorni. I ricercatori hanno esplorato diverse potenziali cause del lampo, tra cui un evento di interruzione delle maree, in cui una stella in passaggio è frantumata dalla gravità del buco nero.

Tali eventi seguono tipicamente un modello di sbiadimento prevedibile, ma l'esplosione osservata è diminuita più lentamente del previsto. Sulla base di questa discrepanza, il team ha concluso che l'evento era improbabile che fosse un'interruzione delle maree. Invece, hanno proposto che l'esplosione fosse il risultato di fluttuazioni nel tasso di alimentazione del buco nero o di disturbi ulteriori lungo il getto stesso. A sostegno di questa ipotesi, tre elementi di prova circostanziali puntano verso un'origine guidata dall'accrescimento per le fiamme a raggi X. Questi includono le caratteristiche spettrali dei raggi X emessi, i rapidi cambiamenti di luminosità e la presenza di una specifica linea di emissione di ferro.

Tuttavia, i ricercatori riconoscono l'incertezza per quanto riguarda la posizione esatta dell'emissione. Mentre alcuni brillamenti possono provenire da una corona emettitrice di raggi X vicino al buco nero, altri potrebbero sorgere più lontano lungo il percorso del getto. Uno degli aspetti più intriganti della scoperta è il ritardo di 296 giorni tra il flare iniziale di raggi X e la successiva emissione radio. Gli scienziati ritengono che questo gap rifletta il tempo richiesto per l'energia o il materiale per propagarsi dalla regione emettitrice di raggi X vicino al buco nero alla parte emettitrice di radio del getto.

In termini più semplici, il ritardo può indicare il movimento fisico del materiale espulso dalla vicinanza del buco nero verso regioni più lontane nella struttura a getto. Questa osservazione fornisce nuove intuizioni sui meccanismi che regolano l'attività del buco nero e la formazione del getto. La comprensione di tali processi è cruciale per scoprire come i buchi neri supermassicci influenzano l'evoluzione delle loro galassie ospiti. Lo studio evidenzia l'importanza di campagne di monitoraggio a lungo termine a più lunghezze d'onda, che possono catturare fenomeni rari e transitori che i singoli telescopi potrebbero perdere.

Le osservazioni future mireranno a perfezionare la linea temporale del flare e le sue conseguenze, potenzialmente gettando più luce sulle complesse dinamiche dell'accrescimento del buco nero e della produzione di getti.

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  • Documento di originearXiv

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Un buco nero supermassiccio esplose in raggi X, e i suoi getti radio seguirono 300 giorni dopo

Gli astronomi, utilizzando i dati del Swift X-ray Telescope della NASA, hanno osservato un improvviso flare di raggi X dal buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 1275, situato nell'ammasso di Perseo. Il flare, che si è verificato intorno al febbraio 2023, ha causato un aumento della luminosità dei raggi X di circa 2 e durato meno di 60 giorni. Circa 300 giorni dopo, anche le emissioni radio del buco nero sono esplose. I ricercatori suggeriscono che il flare potrebbe essere collegato a fluttuazioni nel tasso di alimentazione del buco nero piuttosto che a un evento di interruzione delle maree.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la ricerca scientifica senza implicazioni politiche, discute i fenomeni astronomici e le loro implicazioni per l'astrofisica, concentrandosi sui dati di osservazione e le interpretazioni teoriche, non vi è alcuna indicazione di inclinazione ideologica o di inquadratura partigiana.

Perché fattualità (85): The article accurately reports the findings from the primary source document, including the detection of X-ray flares and the subsequent radio flares 300 days later. It mentions the use of Swift Observatory data over 20 years and references the submission to arXiv, aligning with the primary source.

Perché obiettività (88): The article presents the findings in a neutral tone, focusing on the scientific discovery without apparent bias. It uses descriptive language to explain complex astrophysical concepts without injecting personal opinion.

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