Il governo marocchino ha segnalato la sua intenzione di sospendere il trattato bilaterale di estradizione con la Spagna, potenzialmente complicando la cooperazione legale tra le due nazioni. Questa mossa arriva in mezzo a crescenti tensioni sui flussi migratori nelle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla, che si trovano sulla costa settentrionale del Marocco. L'annuncio è stato fatto dal ministro della Giustizia del Marocco, Abdellatif Ouahbi, che ha citato i ritardi persistenti e i blocchi procedurali da parte delle autorità spagnole come ragioni per considerare la sospensione. Secondo Ouahbi, questi ostacoli si verificano spesso durante la consegna dei fuggitivi, rendendo l'accordo inefficace.
Una questione chiave è la pena di morte, che rimane parte del codice penale del Marocco nonostante una moratoria di fatto dal 1993, mentre la Spagna l'ha abolita nel 1978. La semplice possibilità che un individuo estradato faccia fronte alla pena capitale sembra fermare il processo in Spagna. Le tensioni sono aumentate nelle ultime settimane a seguito di tentativi su larga scala da parte dei migranti di attraversare Ceuta.
Le forze di sicurezza marocchine hanno risposto con gas lacrimogeni e manganelli per disperdere la folla, impedendo una ripetizione dei precedenti attraversamenti di massa. Nonostante ciò, il numero di vittime rimane incerto, sebbene alcuni rapporti suggeriscano che diverse persone siano state arrestate e rimosse dall'area. Nel frattempo, le autorità spagnole hanno schierato una significativa presenza militare, tra cui 880 agenti di polizia nazionale, 714 membri della Guardia civile e circa 2.000 soldati, insieme a unità specializzate che gestiscono le richieste di asilo.
Il ministro degli Esteri spagnolo, Arancha Albares, ha visitato Ceuta per affrontare le preoccupazioni per gli ingressi irregolari, esortando i migranti a non rischiare la vita e avvertendo che chiunque entri illegalmente nell'enclave sarebbe stato espulso.
In risposta alle crescenti tensioni, le autorità marocchine hanno preso provvedimenti per impedire ai giornalisti stranieri di riferire sugli eventi in corso. I giornalisti spagnoli dell'agenzia di stampa Efe e della televisione pubblica Tve sono stati espulsi da Fnideq senza spiegazioni, presumibilmente sotto pressione delle autorità locali. Il personale dell'hotel ha informato i giornalisti che gli era stato ordinato di lasciare immediatamente, con minacce di confisca delle loro credenziali e attrezzature.
Con oltre 10.000 migranti ancora presenti nell'enclave, il potenziale per ulteriori disordini rimane alto. Le autorità spagnole continuano a monitorare da vicino la situazione, mantenendo una solida presenza di sicurezza lungo il confine. Il governo marocchino, nel frattempo, ha rafforzato le sue difese, schierando migliaia di agenti per prevenire nuove ondate di arrivi. L'efficacia di queste misure determinerà probabilmente se l'attuale impasse si trasformerà in un conflitto prolungato.
La proposta di sospensione del trattato di estradizione potrebbe mettere a dura prova i quadri giuridici esistenti e pregiudicare i processi giudiziari in corso. Inoltre, il continuo flusso di migranti solleva domande su soluzioni a lungo termine per la gestione dei movimenti transfrontalieri e per garantire il rispetto delle norme umanitarie internazionali.
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