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90° anniversario dell'inizio della guerra civile spagnola (terza parte): ambasLa censura in entrambe le zone

L'articolo discute il ruolo della censura durante la guerra civile spagnola da parte delle fazioni nazionalista e repubblicana. Sottolinea due eventi principali che hanno influenzato il controllo dell'informazione: l'uccisione di massa a Badajoz nell'agosto 1936 e la caduta di Bilbao nel giugno 1937. L'articolo fa riferimento ai resoconti di giornalisti stranieri che hanno riportato questi eventi, portando ad un maggiore controllo del regime nazionalista. I nazionalisti hanno risposto implementando politiche di censura rigorose, incluso il ritardo dell'accesso alle città conquistate per i giornalisti. La parte repubblicana ha anche utilizzato i media per riferire sulle atrocità nazionaliste, come il massacro a Badajoz.

Nell'agosto 1936, durante le prime fasi della guerra civile spagnola, entrambe le parti, quelle che sostenevano il colpo di stato militare guidato dal generale Francisco Franco e il governo repubblicano, adottarono misure di censura rigorose volte a controllare il flusso di informazioni ai corrispondenti stranieri.

Il primo incidente avvenne a Badajoz, che cadde sotto le forze di Franco il 12 luglio 1936. Nel giro di pochi giorni, emerse la notizia di esecuzioni di massa effettuate dai nazionalisti. Il 14-15 agosto, le truppe del colonnello Yagüe arrotondarono centinaia di prigionieri e li giustiziarono nell'arena di Badajoz.

I giornalisti stranieri, tra cui René Brut di Pathé News, arrivarono a Badajoz il 15 agosto e documentarono le atrocità, catturando alcune delle poche immagini sopravvissute delle vittime.

Il 15 agosto nominò Luis Bolín a capo della stampa e emise un ordine che vietava ai giornalisti di entrare in qualsiasi città per 24 ore dopo la sua cattura. Questa misura tagliò efficacemente il mondo esterno dalla copertura in tempo reale del conflitto, costringendo a fare affidamento su rapporti ritardati e resoconti di seconda mano. Il regime cercò di impedire ulteriori esposizioni delle sue tattiche violente, in particolare perché il massacro di Badajoz aveva già attirato condanna internazionale. Nel frattempo, nella zona repubblicana, la caduta di Bilbao il 19 giugno 1937 presentò una sfida simile.

Per settimane, le autorità repubblicane avevano promosso l'idea che Bilbao, con le sue formidabili difese conosciute come Cinturón de Hierro, fosse inespugnabile. Quando la città cadde relativamente rapidamente alle forze di Franco, il contrasto tra questa propaganda ottimista e la realtà della sconfitta causò una diffusa disillusione tra civili e soldati. Il fallimento minò la fiducia nella leadership della Repubblica e sollevò domande sull'affidabilità dei suoi media. Di conseguenza, il governo repubblicano riconobbe la necessità di rivedere il suo approccio alla gestione delle informazioni. Questa realizzazione portò a una ristrutturazione del sistema di diffusione delle notizie della Repubblica.

Il nuovo modello enfatizzò il controllo centralizzato, l'organizzazione collettiva e l'allineamento ideologico. L'obiettivo era quello di garantire messaggi coerenti, mantenere il morale tra la popolazione e unificare diverse voci politiche in tutto il paese. Questo cambiamento rifletteva una crescente consapevolezza che una comunicazione efficace era cruciale per sostenere il sostegno in tempo di guerra. Entrambe le parti adottarono quindi metodi sempre più rigidi di controllo della narrazione. Mentre i nazionalisti si basavano sulla soppressione diretta dei giornalisti stranieri, i repubblicani si rivolsero al coordinamento interno e all'istituzionalizzazione del loro apparato mediatico.

Questi cambiamenti hanno sottolineato l'importanza della guerra d'informazione nel plasmare l'opinione pubblica e influenzare l'esito del conflitto.

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90° anniversario dell'inizio della guerra civile spagnola (terza parte): ambasLa censura in entrambe le zone

L'articolo discute il ruolo della censura durante la guerra civile spagnola da parte delle fazioni nazionalista e repubblicana. Sottolinea due eventi principali che hanno influenzato il controllo dell'informazione: l'uccisione di massa a Badajoz nell'agosto 1936 e la caduta di Bilbao nel giugno 1937. L'articolo fa riferimento ai resoconti di giornalisti stranieri che hanno riportato questi eventi, portando ad un maggiore controllo del regime nazionalista. I nazionalisti hanno risposto implementando politiche di censura rigorose, incluso il ritardo dell'accesso alle città conquistate per i giornalisti. La parte repubblicana ha anche utilizzato i media per riferire sulle atrocità nazionaliste, come il massacro a Badajoz.

Lettura del bias (Centro): L'articolo fornisce un resoconto equilibrato delle pratiche di censura da entrambe le parti durante la guerra civile spagnola, citando molteplici fonti storiche e rapporti giornalistici senza favorire apertamente una fazione rispetto all'altra.

Perché fattualità (75): The article provides specific details about the events in Badajoz, including dates, names like Yagüe, and a direct quote from him to the New York Herald Tribune. These elements suggest some factual grounding. However, the claim that Yagüe 'admitted' to killing up to 4,000 prisoners lacks independent

Perché obiettività (50): The article presents information with a clear ideological slant, referring to the Nationalists as 'sublevados' and using terms like 'mentalidad sumisa' which imply a critical stance toward the Franco regime. It frames the Nationalist actions as strategic communication efforts rather than atrocities,

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