Proprietà e classificazione
Fondato: 2013
Proprietà
infoLibre è un quotidiano digitale pubblicato per la prima volta il 7 marzo 2013, fondato dai giornalisti di Público, El País e RTVE in un'alleanza economica ed editoriale con Mediapart di Francia.
Finanziamento
Finanziato dagli abbonati e in gran parte senza pubblicità, finanziato da abbonamenti dei lettori più il capitale di media e editori ideologicamente allineati (in particolare Mediapart) e una "cerchia di amici" di sostenitori; pubblica conti di trasparenza ai sensi delle norme UE sulla libertà dei media.
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Editorialmente di sinistra/centro-sinistra ed investigativo, modellato su Mediapart. È INDEPENDENTE: di proprietà di investitori privati, media alleati e dei suoi giornalisti fondatori e finanziato dagli abbonati, senza controllo di partito, sindacato o stato.
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Fattualità
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Fattualità: Quanto accuratamente gli articoli di questa testata riportano i fatti, valutato rispetto alle fonti primarie e al consenso tra testate. Contano solo gli articoli che citano le proprie fonti.
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Copertura recente

Richiedere conto a Rabat e tacere davanti a Washington
L'articolo discute la politicizzazione delle relazioni tra Spagna e Marocco a seguito della crisi di Ceuta del 30-31 luglio, in cui migliaia di persone hanno attraversato il confine. I partiti politici spagnoli di tutto lo spettro hanno preso posizioni forti contro il Marocco, accusando leader come Pedro Sánchez di dare priorità alle relazioni con Rabat sugli interessi nazionali. Partiti di destra come Vox e Ciudadanos accusano il governo di complicità, mentre gruppi di sinistra come Podemos chiedono di rompere i legami con una 'dittatura'.
I missili statunitensi non frenano le narcolanche nei Caraibi colombiani
L'articolo riporta l'impatto in corso degli attacchi missilistici statunitensi contro i motoscafi nella regione caraibica della Colombia, in particolare nella penisola di La Guajira. Questi attacchi, parte dell'Operazione Southern Spear lanciata dall'amministrazione Trump, mirano a interrompere il traffico di droga ma non hanno ridotto significativamente il flusso di stupefacenti.
I Nemici: "E' tutto falso, viviamo l'era del surrogato, noi portiamo un bagno di realtà"
Los Enemigos, una band madrilena con sei anni di carriera dopo il lancio del loro album 'Bestieza', torna con un nuovo disco centrato sulla creazione di 'Canciones chulas'. Durante un'intervista a La Vía Láctea, un storico club di rock a Malasaña, i membri della band riflettono sull'evoluzione della loro musica e l'ambiente culturale in cui agiscono. Il gruppo si distingue per l'attenzione alla semplicità musicale, senza elementi aggiuntivi come le tastiere, e menziona che il loro nuovo album è stato registrato esclusivamente dai quattro membri.
Disturbi e carichi alla fine della manifestazione per l'alloggio a Barcellona
Circa 20.000 persone hanno marciato attraverso il centro di Barcellona con lo slogan "Acabemos con el negocio del alquiler" per protestare contro le questioni abitative. La manifestazione è stata organizzata dal Sindicat de Llogateres e inizialmente prevista per sabato, ma è stata rinviata a causa di forti piogge. Dopo la fine della marcia, la polizia ha usato la forza contro i manifestanti che avevano dato fuoco ai container e lanciato oggetti contro gli agenti, con conseguente diversi arresti. Gli attivisti sono rimasti indifferenti nonostante l'annuncio del primo ministro Pedro Sánchez di tenere elezioni anticipate in seguito alla sconfitta del suo governo sui decreti abitativi. I partecipanti hanno condiviso le lotte personali con l'aumento degli affitti, con alcuni che vivono in alloggi temporanei a causa di problemi di accessibilità. Gli organizzatori hanno modificato il percorso per evitare Plaza Catalunya, dove gli attivisti sono accampati, e la marcia si è conclusa al Passeig de Gràcia, unendo i manifestanti con quelli nell'accampamento.
29N costringe Junts e ERC a ridefinire controclock le loro strategie elettorali
La convocazione delle elezioni generali del 29 novembre da parte del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha costretto i partiti catalani ad adeguare rapidamente le loro strategie elettorali. Le Junts, guidate da Jordi Turull, Miriam Nogueras e Mónica Sales, avevano precedentemente ritirato il sostegno al governo, ma ora si trovano sotto pressione per ridefinire il loro approccio in mezzo all'incertezza sulla possibilità di candidarsi del leader in esilio Carles Puigdemont. Nel frattempo, l'ERC (Esquerra Republicana de Catalunya) si occupa di divisioni interne tra la sua leadership in Catalogna e la fazione controllata da Gabriel Rufián a Madrid. Il PSC (Partito Socialista della Catalogna) sta affrontando numeri di sondaggio in declino, mentre i Comuns di Sinistra (Catalan) rimangono incerti sul loro posizionamento. La situazione evidenzia la complessa dinamica all'interno della politica catalana mentre i partiti navigano le sfide di formare alleanze e definire le loro piattaforme prima delle elezioni anticipate.
La catena di Bolloré mette le sue emissioni al servizio della difesa di Jordan Bardella
L'articolo discute la reazione del partito Rally Nazionale (RN) alle rivelazioni di Mediapart su presunti scritti antisemiti di Jordan Bardella, un membro del gruppo di estrema destra. Dopo le prime notizie, i rappresentanti di RN sono apparsi in programmi televisivi come CNews e Europe 1, di proprietà del miliardario di estrema destra Bernard Bolloré, per negare le accuse. L'articolo osserva che queste apparizioni sono state accuratamente orchestrate, con Jordan Bardella presentato senza opposizione o contraddizione. Il tono della copertura è stato descritto come favorevole a Bardella e critico di Mediapart, con commentatori che usano termini come 'attacco' e 'palla puzzolente' per descrivere le accuse. L'articolo menziona anche che alcune figure all'interno di CNews hanno suggerito che c'era un'operazione di 'destabilizzazione' o 'spionaggio' dietro i rapporti, allineandosi con la narrazione promossa dai leader di RN.

Frente Amplio elude di nuovo le primarie di Podemos e basa un accordo sulla sua adesione all'alleanza
Il candidato di Podemos, Irene Montero, aveva suggerito di tenere le primarie poco prima della scadenza per la registrazione delle coalizioni, che era stata innescata dal Primo Ministro all'inizio di questa settimana. Urtasun ha sottolineato che il Frente Amplio è costituito da molte organizzazioni che lavorano insieme e che prenderebbe in considerazione accordi solo se Podemos si unisse a loro. Durante un'apparizione congiunta con Mónica García, Verónica Barbero e Antonio Maíllo, Urtasun ha sottolineato che quando si svolgeranno le elezioni generali del 29 novembre, gli spagnoli sceglieranno tra i diritti di avanzare o ritirare coloro che diffondono odio all'interno di Podemos.
Feijóo lancia la pre-campagna con la promessa di premiare le aziende con meno disoccupati medici
Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito Popolare (PP) spagnolo, ha lanciato la sua campagna preelettorale promettendo di premiare le aziende che riducono i congedi di malattia tra i propri dipendenti. Parlando ai dirigenti aziendali a Madrid, Feijóo ha dichiarato di ritenere "irragionevole" l'attuale tasso di assenteismo e ha sottolineato che le assenze mediche giustificate dei lavoratori sono uno dei principali problemi della Spagna. Ha annunciato piani per consentire ai fornitori di assicurazioni private che collaborano con l'Istituto Nazionale di Sicurezza Sociale di concedere licenze mediche in determinate malattie, anche se non sono stati forniti dettagli. Feijóo ha delineato un potenziale "modello bonus" per le aziende che mantengono bassi tassi di congedi di malattia attraverso una buona assistenza medica, la motivazione dei dipendenti e il clima del posto di lavoro. L'annuncio arriva in mezzo alle elezioni anticipate convocate dal primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che Feijóo afferma siano state innesse dagli interessi personali di Sánchez piuttosto che dalle esigenze nazionali.
La Francia collabora alla persecuzione degli antifascisti europei
L'articolo riporta il caso legale di Rexhino Abazaj, noto come 'Gino', un attivista albanese accusato di aver partecipato ad atti violenti contro i neonazisti durante una manifestazione a Budapest nel febbraio 2023. Le autorità giudiziarie francesi inizialmente si sono rifiutate di estradarlo in Ungheria nell'aprile 2025 a causa di preoccupazioni per la tortura e le garanzie di un processo equo. Tuttavia, nel settembre 2025, la Corte di cassazione francese ha respinto il suo appello per l'estradizione in Germania, citando un'indagine condotta dalla polizia ungherese. La decisione evidenzia le crescenti tensioni in Francia per quanto riguarda il trattamento degli attivisti antifascisti. Gli avvocati di Gino criticano il quadro giuridico europeo, sostenendo che le decisioni sono influenzate da indagini politicamente motivate. Gino rischia fino a 24 anni di carcere in Ungheria e fino a 10 anni in Germania, sebbene le lesioni che avrebbe causato abbiano provocato meno di otto giorni di incapacità lavorativa totale.
Flávio Bolsonaro sconfigge Lula al primo turno, ma entrambi si contenderanno la presidenza in un secondo turno
Nel primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro, ha ottenuto il 47,03% dei voti, superando di poco il leader di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva, che ha ottenuto il 45,16%. Entrambi i candidati si affronteranno in un runoff il 25 ottobre, secondo i risultati ufficiali della Corte Suprema Elettorale (TSE), che ha riportato il 99,99% dei voti conteggiati. Flávio Bolsonaro ha mantenuto il suo vantaggio durante il conteggio, anche se le prestazioni di Lula sono state più deboli rispetto alla sua campagna del 2022. Il Partito Liberale (PL) è arrivato vicino alla vittoria ma ha perso slancio poiché i voti della regione nord-orientale, tradizionalmente una roccaforte della sinistra, sono stati contati. Altri candidati, tra cui Augusto Cury, Renan Santos e ex governatori, non sono riusciti a raggiungere la soglia necessaria per avanzare.
Elezioni 29N: come affrontare l'emergenza nazionale
L'articolo discute delle elezioni anticipate in Spagna previste per il 29 novembre, che sono state convocate dal primo ministro Pedro Sánchez e dal suo governo in un contesto di crescente malcontento pubblico per l'accessibilità all'alloggio e la speculazione. L'autore sostiene che mentre le elezioni presentano un'opportunità per i partiti di sinistra di formare un governo progressista, il successo dipende dalle azioni intraprese dall'amministrazione di Sánchez e dagli alleati di sinistra dopo la chiamata.

Dalla sorpresa del 2023 all'incertezza del 2026: la distanza che (ancora) separa la destra dal governo
L'articolo discute il panorama politico in Spagna dopo le elezioni generali del novembre 2023, concentrandosi sul risultato inaspettato in cui il Partito Popolare (PP) di centro-destra, guidato da Alberto Núñez Feijóo, ha vinto il maggior numero di voti ma è rimasto a corto di una maggioranza assoluta. Questo risultato contrastava con le previsioni e le aspettative precedenti, in particolare del PP e del suo alleato Vox, che avevano anticipato un risultato più forte. L'articolo attribuisce questo risultato a diversi fattori, tra cui l'eccessiva fiducia nei sondaggi preelettorali, la mobilitazione ritardata del blocco di sinistra e le sfide nella traduzione dei voti in seggi parlamentari a causa del sistema elettorale spagnolo.
Uomini normali che fanno cose normali.
L'articolo riflette sulla normalizzazione della violenza contro le donne attraverso la lente di sette studenti maschi dell'Università di Cornell che hanno aggredito sessualmente una compagna di classe. L'autore esamina come questi individui, descritti come uomini "normali", facciano parte di un più ampio modello culturale in cui la violenza contro le donne è normalizzata e spesso trascurata da coetanei, autorità e media. Il pezzo evidenzia il linguaggio casuale utilizzato nelle chat online ("coño gratis") che oggettiva i corpi delle donne e consente tali atti. Critica la mancanza di responsabilità da parte di funzionari universitari, forze dell'ordine e giornalisti che si concentrano sul discredito delle vittime piuttosto che affrontare gli autori. L'articolo traccia paralleli tra questo caso e altri casi di violenza di genere, incluso il caso di Gisele Pelicot, suggerendo che tali crimini non sono isolati ma fanno parte di un problema sistemico.









