Il Pakistan ha notevolmente accelerato il suo programma spaziale negli ultimi anni, lanciando sei satelliti di osservazione della Terra nell'arco di 16 mesi. Questa rapida espansione, in gran parte facilitata dal supporto tecnologico e logistico cinese, ha sollevato preoccupazioni tra gli analisti della difesa indiana sulla potenziale militarizzazione delle capacità spaziali del Pakistan. Secondo i rapporti dei media locali, questi satelliti - progettati per immagini ad alta risoluzione, rilevamento iperspettrale e sorveglianza persistente - vengono utilizzati per monitorare il territorio indiano, in particolare lungo le regioni di confine contese e luoghi strategici come Jammu e Kashmir.
Lo sviluppo segna un cambiamento significativo rispetto al programma spaziale storicamente lento del Pakistan, che aveva lanciato solo pochi satelliti nel corso di diversi decenni prima di questa ondata.
I sei satelliti sono stati lanciati utilizzando razzi americani e cinesi, con la maggior parte dei quali trasportati da veicoli lanciatori cinesi. Il primo satellite, PAUSAT-1, è stato lanciato il 14 gennaio 2025, dal Falcon 9 di SpaceX. I successivi lanci hanno incluso PRSC-EO1 il 17 gennaio 2025, tramite il razzo Long March-2D della Cina; PRSS-2 EO il 31 luglio 2025, anche utilizzando un razzo cinese; HS-1, un satellite iperspettrale, il 19 ottobre 2025, tramite un altro razzo Long March; PRSC-EO2 il 12 febbraio 2026, utilizzando il Smart Dragon-3 della Cina; e infine, PRSC-EO3 il 25 aprile 2026, con un razzo Long March-6.
Ciascuno di questi satelliti sembra avere capacità distinte, che vanno dall'immagine ottica al radar ad apertura sintetica (SAR) e all'analisi iperspettrale, suggerendo uno sforzo coordinato per costruire una rete di sorveglianza completa.
Gli analisti della difesa avvertono che questa costellazione di satelliti potrebbe consentire al Pakistan di mantenere un contatto visivo continuo con le installazioni militari indiane, i progetti infrastrutturali e i movimenti delle truppe. Il contrammiraglio Sudhir Pillai, un ufficiale navale in pensione e commentatore della difesa, ha osservato che la combinazione di satelliti ottici e SAR assicura che il Pakistan possa monitorare la regione sia durante il giorno che la notte, fornendo una sorveglianza quasi persistente.
La capacità di osservare i cambiamenti sul terreno, rilevare oggetti camuffati e tracciare i modelli di movimento potrebbe offrire al Pakistan preziose informazioni sulla posizione militare e la pianificazione strategica dell'India.
Secondo gli esperti della difesa, l'agenzia spaziale indiana, ISRO, ha lottato con l'affidabilità dei suoi sistemi missilistici, portando a ritardi nel lancio di satelliti di sorveglianza critici. Un analista di difesa senior, il capitano di gruppo Ajay Ahlawat (in pensione), ha sottolineato che l'India non è riuscita a lanciare un singolo satellite di sorveglianza nell'ultimo anno, evidenziando un divario nelle capacità di ricognizione spaziale dell'India.
Inoltre, il sistema di navigazione indiano, NavIC, è stato compromesso a causa dell'insufficiente copertura satellitare, costringendo a fare affidamento su sistemi stranieri come GPS e GLONASS per operazioni critiche.
Le implicazioni dei progressi spaziali del Pakistan si estendono oltre la semplice sorveglianza. Con la Cina che svolge un ruolo centrale nel sostenere i lanci di satelliti del Pakistan e possibilmente condividendo tecnologie avanzate, vi sono timori che questa collaborazione possa portare a un più ampio allineamento strategico tra i due paesi. Gli analisti suggeriscono che la partnership potrebbe comportare non solo servizi di lancio, ma anche una cooperazione più profonda nella progettazione di satelliti, elaborazione dei dati e persino condivisione di informazioni.
Guardando al futuro, l'India affronta una doppia sfida: affrontare le carenze del suo programma spaziale nazionale mentre contrasta le crescenti capacità di sorveglianza del suo vicino. I funzionari della difesa chiedono misure urgenti, tra cui accelerare il dispiegamento della costellazione satellitare pianificata dell'India nell'ambito del programma di sorveglianza spaziale fase III (SBS-3). Mentre il progetto mira a dispiegare 52 satelliti entro la metà degli anni 2020, gli analisti osservano che l'attuale tempistica lascia l'India vulnerabile alla continua sorveglianza da parte del Pakistan e della Cina.
Nel frattempo, alcuni esperti suggeriscono che l'India potrebbe considerare di sfruttare le partnership internazionali, come la collaborazione con le agenzie spaziali europee o russe, per garantire l'accesso tempestivo alle informazioni spaziali critiche.
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