Undici nazioni musulmane e arabe hanno condannato con forza gli attacchi aerei israeliani contro la base aerea militare di Abu al-Duhur nel nord-ovest della Siria, avvertendo che gli attacchi segnano una pericolosa escalation che minaccia la stabilità regionale e viola la sovranità della Siria.
I ministri hanno espresso profonda preoccupazione per i continui attacchi e la distruzione del territorio e delle infrastrutture siriane da parte di Israele, sottolineando che tali azioni rischiano di minare gli sforzi in corso della Siria per ripristinare la sicurezza, ricostruire le istituzioni nazionali e affrontare le conseguenze umanitarie di anni di conflitto.
I ministri hanno inoltre sollecitato misure per porre fine alle violazioni, garantire il pieno rispetto dell'accordo sul disimpegno del 1974 e garantire il ritiro delle forze israeliane dai territori che occupano, affermando che tali misure sono necessarie per prevenire un'ulteriore escalation e salvaguardare la pace e la stabilità regionali. I ministri hanno ribadito il loro sostegno alla sovranità, all'indipendenza, all'integrità territoriale e all'unità politica della Siria, respingendo ogni tentativo di minarle. La loro dichiarazione sottolinea la crescente frustrazione tra i principali attori regionali per le ripetute incursioni di Israele nel territorio siriano, che molti considerano una violazione sia degli accordi bilaterali che delle norme internazionali.
In una dichiarazione separata, il leader del Partito del Movimento Nazionalista della Turchia (MHP), Devlet Bahçeli, ha invitato Israele a cessare le sue provocazioni contro la Turchia e le operazioni militari che minerebbero la sicurezza nazionale del paese. Ha accusato il governo di Netanyahu di aver condotto un attacco contro una base militare defunta nel nord della Siria, situata a soli 70 chilometri dal confine turco, con il pretesto che la Turchia stava considerando la ricostruzione della struttura e il dispiegamento di truppe lì.
Il leader del MHP ha criticato il governo israeliano per l'escalation del sentimento e della retorica anti-turca, esortandolo ad abbandonare le provocazioni che mettono alla prova la pazienza della Turchia o interferiscono con i suoi interessi di sicurezza nazionale.
Ha avvertito che tali azioni potrebbero portare ad un aumento delle tensioni e ha sottolineato l'impegno della Turchia a mantenere la pace e la stabilità nella regione attraverso la diplomazia e la moderazione. Bahçeli ha proposto una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza regionale, tra cui l'espansione della cooperazione in materia di sicurezza nell'ambito dell'accordo di Mecca e lo sviluppo in una "Forza di pace islamica" per contrastare gli attacchi israeliani.
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